Nel cuore della moda milanese, la boutique di Bvlgari in via Montenapoleone ha riaperto i battenti a marzo 2025, trasformandosi in un vero e proprio tempio del lusso. Per celebrare la nuova identità del flagship, la maison ha invitato l’artista Luca Pignatelli a dare vita a un progetto espositivo intitolato “Aphrodite”. La mostra, inaugurata il 7 ottobre, resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027, proponendo un percorso che si muove tra la classicità greca e la modernità dei gioielli più ricercati.
Il concept si basa su una concezione circolare del tempo: la memoria della tradizione classica non è vista come mero archivio, ma come forza viva capace di interrogare il presente. In questo quadro, le opere di Pignatelli non sono semplici citazioni, ma punti di contatto tra la materia antica e le nuove forme dei gioielli Bvlgari, creando una conversazione continua tra passato e contemporaneità.
L’esposizione “Aphrodite” nella boutique di via Montenapoleone
Situata al primo piano del negozio, la zona dedicata alle creazioni “one-of-a-kind” ospita tre opere create appositamente per l’occasione: “Musa”, “Testa Femminile” e “Afrodite”. Ogni pezzo è un archetipo di bellezza reinterpretato attraverso materiali inediti, che vanno dal tessuto ricamato al ferro ossidato, passando per superfici dipinte a mano. Il percorso, studiato per guidare il visitatore in un viaggio sensoriale, permette di osservare come la figura della dea, tradizionalmente immutabile, si trasformi in risposta al contesto attuale della boutique.
Il percorso espositivo e le opere su misura
“Musa” (2026), realizzata su un pregiato tessuto ricamato, è la testimonianza più delicata di questa metamorfosi. Il volto, ispirato a una scultura di Artemide, perde il suo alone mitologico per diventare simbolo di ispirazione personale legato alle figure femminili vicine all’artista, compresa sua moglie Maria. Le altre due opere, “Testa Femminile” e “Afrodite”, giocano con il cambiamento di tono e la densità dei supporti, rendendo visibili le tracce del tempo che hanno sofferto i materiali impiegati.
Il linguaggio materiale di Luca Pignatelli
Pignatelli è noto per riutilizzare oggetti già vissuti, conferendo loro una seconda vita senza annullarne l’identità originaria. Nella mostra, ferrostoffe e tavole segnate diventano supporti per dipinti che riecheggiano la classicità. L’artista non cerca di cancellare le cicatrici del passato: le integra, creando una stratificazione in cui il nuovo dialoga con il vecchio. Questa tecnica rispecchia perfettamente il valore che Bvlgari attribuisce all’artigianato, definito “artmanship”, dove l’immaginazione e la maestria si fondono in un’unica creazione.
Il processo creativo di Pignatelli si traduce in una materialità poliedrica il tessuto ricamato di “Musa” racconta un sapere artigianale tradizionalmente femminile, mentre il ferro grezzo evoca la durezza delle sculture antiche. Il risultato è una narrazione visiva che supera il semplice omaggio al passato, proponendo una nuova lettura della bellezza attraverso la trasparenza dei materiali.
Il dialogo tra arte contemporanea e alta gioielleria
Il rapporto tra le opere di Pignatelli e le creazioni di Bvlgari è più di una semplice collocazione spaziale. Entrambi i linguaggi perseguono la nobiltà della materia e la ricerca di forme che resistano al tempo. Le linee iconiche della maison, come la collezione “Serpenti” – simbolo di rigenerazione e seduzione – trovano eco nelle curve e nelle sovrapposizioni pittoriche di Pignatelli. Anche la più audace serie “B.zero1”, con la sua estetica contemporanea, dialoga con le superfici scheggiate e le texture dei dipinti esposti.
Questa sinergia si traduce in una meditazione silenziosa sulla bellezza le antiche statue emergono da un tessuto ricamato, i gioielli scintillano accanto a tele che raccontano il passare delle epoche. Il risultato è una mostra che non si limita a celebrare il passato, ma dimostra come il mito di Aphrodite possa reinventarsi continuamente, mantenendo la sua potenza simbolica grazie alla capacità di cambiamento.



