Apertura della Milano Fashion Week con Diesel: tendenze e debutti da non perdere

La kermesse milanese prende il via il 24 febbraio con Diesel di Glenn Martens: tra upcycling, archivio e nuovi brand, la FW26‑27 promette un mix di memoria e sperimentazione

Milano Fashion Week Autunno‑Inverno 2026/27 è partita il 24 febbraio con la sfilata di Diesel firmata da Glenn Martens e si svolge in diverse sedi cittadine fino al 2 marzo. Oltre 160 appuntamenti — tra passerelle, presentazioni e progetti off — animano la settimana, che cerca un equilibrio fra nomi storici e nuovi talenti, puntando con decisione su sostenibilità e su un rinnovato approccio istituzionale.

Programma e numeri
La rassegna mette in calendario più di 160 eventi: accanto alle grandi maison trovano spazio piattaforme nate per sostenere giovani designer e debutti ufficiali. L’apertura affidata a Diesel ha dato subito tono mediatico alla manifestazione, ma è la ricchezza dell’offerta — incontri, talk, installazioni — che trasforma Milano in un laboratorio aperto per buyer, stampa e professionisti.

Tendenze: sostenibilità e materia
Questa edizione privilegia pratiche circolari e materiali rigenerati. Molte proposte nascono con l’intenzione di mostrare processi oltre che prodotti: dall’upcycling al patchwork, dalla scelta di fibre riciclate a finiture che suggeriscono una storia già vissuta.

Le collezioni esplorano superfici trattate e texture stratificate, con l’obiettivo di conciliare estetica e responsabilità produttiva.

Diesel: memoria di brand e spirito da afterparty
La sfilata di Glenn Martens per Diesel ha raccontato il marchio come se fosse un archivio vivente. Il palco, pensato come un ambiente di cimeli, ha accompagnato capi che sembravano nascere da una notte fuori: felpe trasformate in abiti, lingerie portata come capospalla, denim mixato a inserti inusuali e dettagli glam.

Ne è uscito un guardaroba oscillante tra il quotidiano e il ritratto notturno, pensato per chi vuole abbracciare lo spirito informale senza rinunciare a un’estetica curata.

Materiali e riciclo come filo narrativo
Il tema del riuso è stato al centro: tessuti riciclati, patchwork studiati e finiture che replicano l’usura sono stati strumenti per costruire forme nuove. Jeans allungati, elementi dall’allure industriale, tulle sfrangiato e superfici laminate hanno convissuto facendo emergere una cifra estetica che trova forza nel contrasto — tra disordine studiato e controllo sartoriale. Il risultato è tattile e vissuto, capace di riportare riferimenti d’archivio a un guardaroba pratico e contemporaneo.

Il nuovo Fashion Hub e i debutti che contano
Il Fashion Hub della Camera Nazionale della Moda ha riaperto in una nuova sede a Palazzo Morando, un trasferimento che è anche una dichiarazione: non si tratta solo di spazi migliori, ma di un luogo pensato per favorire ricerca materica, produzione innovativa e il dialogo fra designer e territorio. Tra i progetti ospitati c’è “Future Threads: Italy’s New Wave”, curato da Sara Sozzani Maino, che mette in luce realtà che lavorano sulla filiera, sull’artigianato avanzato e sulla sperimentazione dei materiali. L’idea è chiara: rendere visibile il metodo oltre al prodotto, promuovendo processi e reti produttive.

New Gen, New Ethos: etica e rappresentazione
La sezione New Gen, New Ethos amplia lo spettro della rassegna con brand che considerano la moda come linguaggio culturale. Qui emergono progetti incentrati su inclusione e rappresentazione, ma anche pratiche produttive attente alla sostenibilità sociale. La curatela favorisce collaborazioni con istituzioni europee, aprendo strade per scambi, residenze e opportunità commerciali oltre i confini nazionali.

Designer emergenti e rientri da tenere d’occhio
La settimana mette a confronto giovani talenti e ritorni di maison consolidate. Tra i debutti segnaliamo Casa Preti, che propone una proposta genderless improntata a semplicità e longevità, pensata per ridurre la stagionalità e ampliare il pubblico. Tra i ritorni, Erika Cavallini sotto la direzione creativa di Fabrizio Corbo presenta una collezione che evoca immagini marine e tessuti manipolati come reperti ritrovati, con un taglio sofisticato e artigianale rivolto alla texture e alla materia prima.

Impatti per il settore e aspettative
Oltre all’immediatezza delle sfilate, la Fashion Week muove relazioni: sedi scelte con cura possono diventare catalizzatori di sinergie, attirare investimenti e favorire la circolazione internazionale di prodotti e idee. Si prospetta un incremento delle collaborazioni tra brand emergenti e buyer esteri e una maggiore luce su progetti che puntano su sostenibilità, durata e processi trasparenti.

Come interpretare le tendenze in chiave quotidiana
Dalle passerelle arrivano suggerimenti pratici: il gilet ripreso in chiave contemporanea, il denim trattato con nuovi accorgimenti e l’abbinamento lingerie‑outfit sono elementi facilmente trasferibili nel guardaroba di tutti i giorni. Sperimentare queste soluzioni permette di intrecciare riferimenti d’archivio con un lessico estetico attuale.

Programma e numeri
La rassegna mette in calendario più di 160 eventi: accanto alle grandi maison trovano spazio piattaforme nate per sostenere giovani designer e debutti ufficiali. L’apertura affidata a Diesel ha dato subito tono mediatico alla manifestazione, ma è la ricchezza dell’offerta — incontri, talk, installazioni — che trasforma Milano in un laboratorio aperto per buyer, stampa e professionisti.0

Scritto da Staff

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