Addio a Marco De Vincenzo: Etro imbocca una nuova fase creativa

Marco De Vincenzo termina la sua esperienza da direttore creativo di Etro, con la maison che ringrazia per il contributo e guarda a una nuova fase strategica

L’annuncio ufficiale della separazione tra Marco De Vincenzo e Etro segna la fine di un ciclo creativo iniziato nel 2026. La casa di moda ha comunicato che la decisione è stata presa di comune accordo, sottolineando la gratitudine per la dedizione e il lavoro svolto dal designer nel corso di quasi quattro anni.

Sul tavolo resta l’eredità di un percorso che ha cercato di coniugare il patrimonio storico della maison con un linguaggio contemporaneo.

Il distacco arriva al termine di una fase in cui Etro ha attraversato trasformazioni sia sul piano creativo sia su quello societario; la maison ribadisce l’intenzione di proseguire nel valorizzare la propria identità lifestyle e il patrimonio creativo, pur aprendo le porte a nuovi sviluppi e strategie.

Al momento non è stato annunciato un successore, e il settore osserva con attenzione i prossimi passi.

Il percorso professionale di Marco De Vincenzo

Classe 1978, nato a Messina, Marco De Vincenzo ha costruito la propria carriera passando dagli studi classici allo IED di Roma prima di entrare, a 21 anni, nell’ufficio stile di Fendi, dove ha lavorato fino a ricoprire il ruolo di Leather Goods Head Designer. Nel 2009 ha lanciato il proprio marchio di prêt-à-porter e nello stesso anno ha ottenuto visibilità vincendo il progetto di scouting Who is on Next? e debuttando nel calendario della Milano Fashion Week.

Tra le tappe successive si segnala la joint venture con LVMH attivata nel 2014 e conclusa nel 2026; nel febbraio 2026 ha presentato il progetto di upcycling chiamato Supèrno e a giugno 2026 è stato nominato direttore creativo di Etro per le linee donna, uomo, home, kids e eyewear.

L’impronta lasciata alla maison

Durante il suo incarico, De Vincenzo ha lavorato su un dialogo continuo tra heritage e contemporaneità: ha reinterpretato i codici storici di Etro — dalle stampe paisley ai ricami — inserendo riferimenti alla cultura pop, all’arte e a un immaginario nomade. Il suo approccio ha ampliato il linguaggio visivo del marchio, trasferendo motivi e palette anche alla linea Etro Home e sviluppando campagne come Etro Flux per la primavera/estate 2026 che indagano il tema della metamorfosi tra artigianalità e sperimentazione estetica.

Estetica e filosofia creativa

Il lavoro del designer è stato caratterizzato da una forte attenzione alla tessitura, alla stratificazione materica e a un uso del colore che dialoga con la natura. Più che una semplice rielaborazione decorativa, il progetto creativo di De Vincenzo ha cercato di definire un linguaggio estetico coerente con il pubblico contemporaneo, mettendo al centro l’ascolto delle aspettative dei consumatori come strumento per rendere la moda più prossima alle persone, concetto che lo stilista ha spesso richiamato durante interventi pubblici come Forces of Fashion nel 2026.

Implicazioni per Etro e scenari futuri

La separazione avviene in un contesto societario mutato: nel 2026 il fondo L Catterton ha acquisito la maggioranza di Etro e nel 2026 la famiglia fondatrice ha ceduto la quota residua, completando la transizione verso una governance più industriale. In questa cornice, la scelta di chiudere il ciclo con De Vincenzo è stata letta come un passo verso una nuova fase strategica che punta a rafforzare il posizionamento globale del brand, conservandone però i valori distintivi. La maison ha espresso ringraziamenti formali e auguri per i prossimi progetti del designer.

Quali possibilità sul prossimo direttore creativo

Senza annunci ufficiali, il dibattito nel settore si concentra su due direttrici: mantenere una continuità estetica per preservare il rapporto con il pubblico consolidato oppure introdurre un punto di vista radicalmente nuovo per accelerare il rinnovamento. Entrambe le strade richiedono equilibrio perché Etro vanta un patrimonio iconografico forte che rappresenta un valore strategico da valorizzare senza snaturarne l’essenza.

In chiusura, la partenza di Marco De Vincenzo chiude un capitolo breve ma significativo nella storia recente di Etro. Rimane aperta la domanda su come la maison tradurrà la propria ricchezza decorativa in una proposta contemporanea sostenibile nel lungo periodo: una sfida che interesserà non solo il pubblico e la critica, ma anche il mercato internazionale del lusso.

Scritto da Staff

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