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30 Ottobre 2026

Capelli sempre più sottili? Le cause del diradamento e cosa può davvero aiutare

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Gli italiani prestano sempre più attenzione al benessere e alla cura di sé, anche attraverso l’utilizzo di integratori alimentari. Secondo un’indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, presentata a marzo 2026, oltre 35 milioni di italiani hanno assunto integratori nel corso del 2025. Un’abitudine che alimenta un mercato nazionale dal valore superiore ai 5 miliardi di euro, nel quale cresce l’interesse per formulazioni dedicate a esigenze specifiche, dalla vitalità dell’organismo alla salute di pelle e capelli.

Proprio la cura dei capelli occupa uno spazio importante nelle abitudini quotidiane, perché una chioma sana non è soltanto una questione estetica. Quando i capelli iniziano ad assottigliarsi, perdono volume o diventano visibilmente meno folti, è naturale cercare soluzioni. Prima di acquistare nuovi prodotti, però, bisogna capire cosa sta succedendo: non tutte le forme di caduta hanno le stesse cause e, soprattutto, non richiedono gli stessi interventi.

Perché i capelli si assottigliano e quando preoccuparsi

Perdere capelli è un fenomeno fisiologico. Ogni follicolo attraversa un ciclo che comprende una fase di crescita, una di transizione e una di riposo, al termine della quale il capello cade per lasciare spazio a quello successivo. Il problema nasce quando questo equilibrio si altera e la quantità di capelli che ricrescono non riesce più a compensare quelli persi.

Una delle condizioni più diffuse è l’alopecia androgenetica, comunemente associata alla calvizie maschile, ma presente anche nelle donne. È caratterizzata da una predisposizione genetica che rende alcuni follicoli particolarmente sensibili all’azione degli androgeni.

Un ruolo importante è svolto dal diidrotestosterone, conosciuto come DHT, un ormone derivato dal testosterone attraverso l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Nelle persone predisposte, il DHT contribuisce alla progressiva miniaturizzazione dei follicoli. I capelli diventano sempre più sottili, corti e meno pigmentati, fino a rendere visibile il cuoio capelluto.

Questo processo può iniziare lentamente, anche anni prima che il diradamento diventi evidente. Negli uomini interessa frequentemente l’attaccatura frontale e la sommità della testa, mentre nelle donne tende a manifestarsi con una riduzione della densità soprattutto nella zona centrale.

Non sempre, tuttavia, la causa è ormonale. Periodi di forte stress, dimagrimenti rapidi, carenze nutrizionali, alterazioni della tiroide e alcune condizioni mediche possono favorire una caduta temporanea, nota come telogen effluvium.

È quindi importante osservare come cambia la propria chioma. Una perdita improvvisa e diffusa, la comparsa di chiazze prive di capelli oppure un diradamento progressivo richiedono valutazioni differenti. Anche prurito persistente, arrossamento o dolore del cuoio capelluto meritano attenzione.

Serenoa repens, vitamine e antiossidanti: quali sostanze possono essere utili

Tra gli ingredienti più studiati nelle formulazioni dedicate ai capelli figura la Serenoa repens, una piccola palma originaria del Nord America. L’interesse per questa pianta deriva soprattutto dai suoi composti lipidici e fitosteroli, tra cui il beta-sitosterolo, studiati per la possibile influenza sull’attività della 5-alfa-reduttasi.

L’ipotesi è che alcuni estratti possano interferire con i meccanismi coinvolti nella produzione del DHT. Tuttavia, i risultati ottenuti in laboratorio non corrispondono automaticamente a un’efficacia clinica dimostrata.

Una revisione scientifica pubblicata nel 2026, che ha analizzato 19 studi clinici randomizzati su 1.658 persone con alopecia androgenetica, ha individuato risultati incoraggianti per alcuni integratori, compresi preparati a base di Serenoa repens. Gli autori sottolineano però la necessità di studi più ampi e rigorosi. L’integrazione può quindi essere considerata un possibile supporto, senza attribuirle la stessa efficacia dei trattamenti farmacologici consolidati.

Oltre alla componente ormonale, anche l’alimentazione contribuisce al normale funzionamento dei follicoli. I capelli sono costituiti prevalentemente da cheratina, una proteina la cui produzione richiede un adeguato apporto di nutrienti.

Lo zinco e la biotina, per esempio, contribuiscono al mantenimento di capelli normali. La vitamina C partecipa alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e favorisce l’assorbimento del ferro alimentare. Le vitamine del gruppo B intervengono invece in numerosi processi metabolici necessari all’organismo.

Un altro ingrediente interessante è il tè verde, ricco di polifenoli e catechine. Questi composti sono oggetto di ricerca per le loro proprietà antiossidanti, anche se le prove cliniche di un loro effetto diretto sulla ricrescita dei capelli rimangono limitate.

È proprio dall’associazione tra estratti vegetali e micronutrienti che nascono formulazioni specifiche come l’integratore Pasulin Plus, che contiene 300 mg di Serenoa repens e 250 mg di estratto di tè verde per compressa, insieme a zinco, biotina, vitamina C, vitamine del gruppo B e altri ingredienti vegetali. Si tratta di una combinazione pensata per l’integrazione nutrizionale in un contesto di diradamento maschile, la cui utilità va comunque valutata considerando le esigenze individuali e le evidenze disponibili sui singoli componenti.

Un aspetto spesso trascurato riguarda proprio la differenza tra il ruolo fisiologico di una sostanza e i benefici ottenibili attraverso un integratore. Aumentare l’assunzione di biotina o zinco, quando i livelli sono già adeguati, non significa necessariamente ottenere capelli più folti.

Allo stesso modo, una formula contenente numerosi estratti naturali non è automaticamente più efficace. Contano la qualità degli ingredienti, le concentrazioni, la sicurezza e, soprattutto, la presenza di studi clinici pertinenti.

Come prendersi cura dei capelli senza affidarsi a false promesse

La salute dei capelli comincia anche dalle abitudini quotidiane. Un’alimentazione equilibrata, con un apporto sufficiente di proteine, ferro, zinco e vitamine, contribuisce a fornire all’organismo le sostanze necessarie per il normale ricambio dei tessuti.

Non occorrono diete particolari. Uova, legumi, pesce, carne, frutta secca, cereali integrali e verdure possono trovare spazio in un’alimentazione varia, adattata alle proprie esigenze. È invece opportuno evitare regimi eccessivamente restrittivi, soprattutto quando comportano una riduzione importante delle calorie o l’eliminazione di interi gruppi alimentari.

Anche la routine cosmetica merita attenzione. Temperature troppo elevate durante l’asciugatura, trattamenti chimici frequenti e acconciature che esercitano una trazione continua possono danneggiare il fusto dei capelli e favorirne la rottura. Questo fenomeno, però, è diverso dalla perdita dovuta alla miniaturizzazione dei follicoli.

Quando il diradamento persiste, il passaggio più utile è una visita dermatologica. Attraverso l’esame del cuoio capelluto e, quando necessario, la tricoscopia, lo specialista può individuare le caratteristiche della perdita e stabilire se siano opportuni ulteriori accertamenti.

In presenza di alopecia androgenetica, possono essere valutati trattamenti specifici come minoxidil e, nei casi appropriati, finasteride. La scelta dipende dalla diagnosi, dalle controindicazioni e dalle caratteristiche della persona.

Gli integratori, invece, non dovrebbero essere assunti indiscriminatamente. Prima di utilizzarli è importante controllare le dosi, le eventuali allergie e le possibili interazioni con farmaci già in uso. Una particolare cautela è necessaria durante la gravidanza e l’allattamento e in presenza di patologie o terapie continuative.

C’è poi il fattore tempo. Il ciclo di crescita dei capelli è lento e qualsiasi cambiamento significativo richiede generalmente diversi mesi per essere valutato. Scattare fotografie periodiche della stessa zona, mantenendo illuminazione e condizioni simili, può aiutare a osservare l’evoluzione del diradamento con maggiore obiettività.

La cosa più importante, però, è non aspettare che la perdita diventi molto evidente prima di approfondirne le cause.

Prendersi cura dei capelli significa imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo, distinguere i problemi temporanei da quelli progressivi e scegliere soluzioni proporzionate alle reali necessità. Gli integratori possono avere un ruolo di supporto in situazioni selezionate, ma non sostituiscono una diagnosi né correggono automaticamente le cause della caduta.