1972 Desa punta sull’Italia e sull’innovazione della pelle per crescere

Il brand turco 1972 Desa unisce heritage conciario e innovazione tecnica per spingere il lusso sostenibile e scalare i mercati chiave

Nato dall’esperienza familiare nel settore della concia, 1972 Desa si è affermato come un marchio di lusso che mette al centro la qualità della pelle e un’identità estetica definita. Con sede a Istanbul e collezioni che dialogano tra Oriente e Occidente, il brand presenta una proposta che unisce linee pulite, volumi contemporanei e un forte legame con l’artigianato.

Sul piano commerciale, il gruppo di riferimento ha annunciato risultati significativi, mentre la direzione creativa ha sfilato a Milano per consolidare il posizionamento internazionale.

Un patrimonio produttivo al servizio del lusso

La forza di 1972 Desa deriva dalla possibilità di integrare l’intera filiera: dalle concerie di proprietà fino alle produzioni di pelletteria, comprese collaborazioni con stabilimenti toscani. Questo modello verticale permette controllo della qualità, tracciabilità e tempi di produzione competitivi.

Il marchio, fondato dalla famiglia Çelet, sfrutta competenze maturate in anni di lavoro con le pelli per offrire capi con finiture accurate e materiali selezionati come nappa plongé, montone merino e varianti di pelli tecniche.

Sostenibilità e certificazioni

Una componente chiave della strategia è la sostenibilità: 1972 Desa aderisce al Leather Working Group e si è allineata agli standard più stringenti per la gestione ambientale della produzione conciaria. Sul fronte dei materiali, il brand ha sperimentato anche soluzioni alternative come la bio leather, ottenuta tramite processi biotecnologici, per rispondere alla domanda di mercato verso prodotti più responsabili senza rinunciare al valore percepito del lusso.

Collezione e visione creativa

La stagione autunno/inverno 2026-27, presentata a Milano durante la Fashion Week nello spazio Lineapelle, sintetizza l’approccio estetico del marchio con la collezione intitolata Shades of seduction. Sotto la guida della creative director Ivana Omazic, le proposte puntano su silhouette eleganti, texture morbide e una palette di toni intensi e neutri che giocano con la luce. L’intento dichiarato è creare capi che trasmettano una sensualità contenuta e durabilità, privilegiando proporzioni over ma lavorate con rigore sartoriale.

Materiali e design

Nella sfilata sono emerse pelli elastiche, finiture a effetto velluto e stampe effetto coccodrillo, abbinate a tagli contemporanei. L’utilizzo di montone e finiture trattate con tecniche che esaltano la tattilità riflette la volontà di coniugare comfort e appeal visivo. Per Omazic il design è un dialogo tra memoria e contemporaneità: riferimenti storici reinterpretati per il guardaroba moderno, con attenzione a pezzi iconici che definiscono l’identità del marchio.

Mercati, numeri e strategia commerciale

Nonostante l’origine turca, l’Italia rimane il mercato cardine per 1972 Desa: luogo di riferimento sia per stile che per comunicazione del lusso. Le collezioni del brand sono attualmente distribuite in oltre 120 boutique internazionali, con Italia e altri mercati europei al centro dell’espansione. Sul piano finanziario il gruppo ha chiuso il bilancio con prospettive solide: la capogruppo prevede ricavi superiori a 80 milioni, con margini consistenti che dimostrano la redditività del modello integrato.

Piani di retail e prodotti

Per il futuro prossimo sono allo studio l’apertura dei primi monomarca e l’ampliamento dell’offerta con una linea di accessori che valorizzi la pelletteria made in Italy. La strategia retail punta a mixare presenza wholesale e flagship stores controllati, rafforzando l’esperienza del cliente e l’immagine del brand nei mercati chiave.

Tra heritage e modernità

Il caso di 1972 Desa è esemplare per chi osserva come un gruppo con radici conciarie possa evolvere in un player del lusso moderno. Con una direzione creativa che interpreta la materia prima in chiave contemporanea, un modello di produzione integrato e obiettivi commerciali ambiziosi, il marchio cerca di costruire un’identità riconoscibile su scala globale. Il connubio tra tradizione e innovazione rimane il fil rouge della strategia, ben riassunto nella scelta di presentare collezioni a Milano e consolidare rapporti con mercati che premiano qualità e stile.

Il risultato sarà da seguire per chi monitora l’evoluzione del lusso contemporaneo che valorizza la pelle come elemento distintivo.

Scritto da Staff

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