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Chi era Yves Saint Laurent, curiosità sullo stilista

Chi era Yves Saint Laurent, curiosità sullo stilista

Tutto ciò che c'è da sapere sul fondatore di Yves Saint Laurent, dall'incontro con Christian Dior alla depressione.

Yves Saint Laurent è da sempre un nome che profuma di eleganza. Le sue borse sono tra le più amate, gli abiti che ancora oggi portano la sua firma hanno uno stile inconfondibile. Con le sue modelle ha solcato le passerelle di tutto il mondo. Ma chi era davvero il fondatore della casa di moda?

Yves Saint Laurent, i primi passi

Yves Saint Laurent, precisamente Yves Henri Donat Mathieu-Saint-Laurent, è stato uno dei maestri d’eleganza più importanti nella storia della moda. Nato a Orano nel 1936, crebbe con le due sorelle, coltivando la passione per la moda fin da bambino. Nel periodo dell’infanzia si dilettò con la creazione di bambole di carta, successivamente, nel periodo adolescenziale, iniziò a disegnare abiti da donna.

Si trasferì in Francia all’età di 18 anni, dove i suoi disegni riscontrarono sin da subito un notevole successo. Qui fece un incontro importantissimo per la sua carriera conoscendo Christian Dior a un noto evento stilistico.

L’uomo fu di enorme ispirazione per lo stilista. Grazie alla sua guida, lo stile di Saint Laurent crebbe notevolmente, guadagnando fama internazionale. Alla morte di Dior divenne il direttore artistico dell’azienda. Gli anni vissuti in casa Dior gli permisero di creare il suo stile caratteristico, allontanandosi con successo e in maniera decisa dagli stereotipi della moda dell’epoca.

La nascita del marchio

La casa di moda nacque nel 1962 come conseguenza di una serie di difficoltà accusate dallo stilista.
Durante la sua esperienza come direttore artistico della casa di Dior, fu costretto a partecipare alla guerra d’indipendenza algerina come soldato dell’esercito francese. Il nonnismo dell’epoca, portò Saint Laurent alla depressione, causando il suo successivo ricovero in ospedale. In concomitanza a questi eventi, la sua situazione peggiorò con la notizia di essere stato licenziato da Dior. Le condizioni mentali dello stilista a questo punto erano tragiche; fu ricoverato in un ospedale psichiatrico dove venne sottoposto a trattamenti terribili come elettroshock e potenti dosi di sedativi.

Questo portò l’artista ad avere gravi disturbi mentali e forti dipendenze da sostanze stupefacenti durante tutto l’arco della sua vita.

Dimesso dall’ospedale, aprì e vinse una causa contro Dior per non aver rispettato i termini contrattuali. Dopo aver messo da parte definitivamente l’esperienza con l’azienda di Dior e dopo aver recuperato i suoi problemi con la depressione e la droga, fondò insieme al suo socio Pierre Bergé la casa di moda omonima, con la quale godette di un successo strepitoso. Da questo momento Saint Laurent iniziò a costruire parte della storia della moda, osando e innovando in continuazione. Padre di successi rivoluzionari come lo smoking femminile o il nude look, cambiò gli stereotipi dell’epoca.

Le ispirazioni dell’artista erano infinite, provenienti da innumerevoli correnti e culture; celebri sono le collezioni ispirate da Picasso, Matisse, Marcel Proust o dalla Pop Art. Nel 1964 l’azienda si espande anche nel mondo della profumeria, stravolgendo le regole del pudore e della pubblicità.

Santi Laurent si fece ritrarre nudo per la promozione di una sua fragranza maschile, creando molto scalpore. Nonostante la sua carriera fosse contornata di successi non si libererò mai definitivamente dalla depressione. Oltre all’uso smodato da sostanze stupefacenti lo sfogo più grande per lo stilista erano le spese folli.

Collezione d’arte

Insieme al suo socio, nonché grande amore della sua vita Pierre Bergè, Yves Saint Laurent raccolse una collezione di opere d’arte straordinaria. Passione incontenibile dell’artista, acquistò in più di cinquant’anni 730 opere d’arte di vari artisti, tra i quali Picasso, Van Gogh, Lèger e Goya. La fine sopraggiunse nel 2008, dopo un lungo periodo di malattia causato da un tumore al cervello. Alla sua morte, il compagno decise di mettere all’asta la collezione dello stilista, valutata nel complessivo 342 milioni di euro, soldi che per la maggior parte vennero utilizzati per la lotta contro l’AIDS.

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