Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, due storie da due foto

Nonostante le centinaia di pagine e di ore di programmazione dedicate a Sarah Scazzi e quelle che saranno aggiunte per Yara Gambirasio, non sapremo mai chi erano le due piccole, innocenti vittime della bruttura e dell’efferatezza degli uomini.

Perché nelle cronache e nei talk show l’attenzione, a parte il ricordo di circostanza della vittima, è sempre spostata sui vivi: su chi piange, su chi indaga e su chi potrebbe avere ucciso.

La vittima, da cui pure parte tutta la storia, rimane un personaggio secondario, un po’ come nei libri gialli, al cui copione purtroppo si ispira il grosso dell’informazione che campa su queste storie.

Del resto, anche quando ci si sforza di abbozzare un ritratto di chi non c’è più, in questo caso di Yara e Sarah, è difficile non scivolare nella retorica: è umano e comprensibile, soprattutto nelle testimonianze di chi le conosceva, che parla di angeli volati via e sta molto attento a non pronunciare neppure una parola che possa risultare fuori posto o sbagliata nel tratteggiare l’immagine idilliaca delle ragazze tragicamente scomparse.

Al di là di tante parole, spesso vuote e interessate come nelle cronache di certi giornalisti a caccia della lacrimuccia del pubblico o comunque falsate dall’emozione e dalla commozione, nel ricordo dell’opinione pubblica Yara Gambirasio e Sarah Scazzi saranno sempre le due ragazzine delle foto che le hanno rappresentate in migliaia di pagine su carta stampata e web e in tantissimi notiziari e programmi televisivi.

Yara (in alto) con la tuta da ginnastica, giovane promessa dello sport, figlia di una famiglia amorevole, ancora bambina e senza grilli per la testa, con una vita semplice e divisa tra casa, scuola, palestra e chiesa. E Sarah (in basso), quasi in posa e candidamente ammiccante, già piccola donna, con il suo giro di amicizie e le prime cotte per qualche ragazzo, costretta in un ambiente troppo asfittico e chiuso che la portava a fantasticare su future evasioni e possibili riscatti.

Però anche le foto, che non sono altro che la rappresentazione di un istante, possono ingannare e magari Yara e Sarah erano tutt’altro. Non lo sapremo mai, ed è giusto così, perché noi siamo solo spettatori e faremo bene a parlare e interessarci il meno possibile, lasciando a chi davvero le conosceva e le amava il compito di ricordarle.

Scritto da Style24.it Unit
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