X factor e lodo Alfano: i giudici eliminano Berlusconi e Mario Spada

Parliamo di conflitti di interesse e di giudici di parte.

Berlusconi e lodo Alfano?

No, qui trattiamo solo roba seria: X Factor e Morgan.

La risorsa drammaturgica del Talent di Rai 2 è la competizione a 360 gradi: la gara senza quartiere tra i cantanti così come tra i giudici.

Tutti contro tutti, un pò come in parlamento.

L'espediente crea però un inevitabile conflitto di interessi, poiché il fine "istituzionale" di valorizzare i migliori talenti si scontra con la necessità per ogni giudice di demolire i cantanti avversari.

Con le buone o con le morganate.

C'è poco da contestare: la fisiologia del format è quella.

In questo irriducibile caos, trionfa Morgan-Azzeccagarbugli, tipico avvocato sofista che usa le parole per dire bianco alle 21 e 02 e nero alle 21.03, seconda la convenienza del momento.

Ieri è stato pronto a sfruttare lo screzio avuto in settimana con lo strafottente Marco non per rimproverarlo davvero, ma per blindarlo e garantirgli il passaggio al turno successivo: il pubblico non avrebbe mai eliminato Mengoni dopo il battibecco con il suo mentore, se non altro per gustarsi il resto della soap nelle prossime puntate.

E il televoto è stato felice, comunque, perché Marco Mengoni è bravo ed un vero personaggio.

La furbizia di Morgan quest'anno ha un contraltare inaspettato: la onestà disarmante di Claudia Mori.

L'approccio "candido" della nuova giurata crea forse imbarazzo agli autori perché rischia di rovinare l'artificio senza il quale lo show non avrebbe senso.

Certo, la moglie del molleggiato dovrà pur capire che i giudici in Tv non sono seri come i magistrati della Consulta.

Tranne, forse, per Silvio Berlusconi…

Citazioni storiche dalla puntata di ieri e bibliografia

"Io canto in modo onesto. Tutto il resto è format televisivo"

Damiano Fiorella

"Abbiamo la giacca giusta per fare i giudici"

Morgan a Mika, che indossa una giacca orrenda, simile a quella che porta lui.

Nel romanzo di Alessandro Manzoni "I Promessi Sposi", Azzecca-garbugli è l'avvocato di Lecco (chiamato, nelle prime edizioni del romanzo, dottor Pettola e dottor Duplica). Il nome costituisce un'italianizzazione del termine dialettale zaccagarbùj che il Cherubini traduce "attaccabrighe"…Viene chiamato così dai popolani per la sua capacità di sottrarre dai guai, non del tutto onestamente, le persone. Spesso e volentieri aiuta i Bravi, poiché come Don Abbondio preferisce stare dalla parte del più forte, per evitare una brutta fine.

Wikipedia

Azzeccagarbugli: dal nome di un personaggio manzoniano. Leguleio da strapazzo. Causidico. Cercatore di garbugli, di cavilli. La voce compariva già in Machiavelli, col significato di "cosa oscura, poco chiara, imbrogliata ad arte".

Dizionario italiano ragionato (G. D'Anna- Sintesi)

Scritto da Style24.it Unit
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