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X Factor 5 e Masterchef: perché i fornelli sono meglio dei cantanti

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Confronto tra talent: perché Masterchef è meglio di X Factor? Perchè nel primo il pubblico “non è sovrano” e il meccanismo risulta molto più serio e sensato!

Com’è noto a chi legge questo blog detesto i reality e diffido dei talent, per quanto trovo apprezzabile la professionalità di Sky nell’allestire un X Factor degno di nota. Eppure in questo periodo ho trovato più interessante seguire, quando potevo, un altro talent apparso sul satellite e su Cielo – il canale free del network di Murdoch – che si è concluso da poco e il cui nome è Masterchef.

Si tratta di un talent sulla cucina, dove un gruppo di aspiranti chef viene via via sfoltito attraverso il solito gioco delle eliminazioni, decise da un triumvirato di giudici di prima grandezza: Cracco, Barbieri e Bastianich, tre nomi in vetta a tutte le guide della ristorazione più prestigiose.

Visto che la gastronomia non rientra esattamente tra i miei principali interessi, mi sono domandato i motivi della mia curiosità per Masterchef rispetto, per esempio, a un prodotto come X Factor che propone della buona musica e in teoria dovrebbe interessarmi di più. In realtà rispondere non è così difficile: da una parte c’è un programma che sembra curarsi più della serietà del meccanismo di selezione che dello spettacolo, con dei giudici credibili e nessuna concessione allo svaccamento da reality. Dall’altra invece si avverte la preoccupazione opposta: fare innanzitutto show – tra finti litigi dei giudici, pubblico urlante sempre più scemo e soliti deliri di Morgan – piuttosto che una buona gara canora.

E poi c’è anche e soprattutto qualcosa di più sostanziale. Da una parte, quella di X Factor, l’ex prezzemolina Ventura e persino gli irritanti conduttorini dell’Extra Factor, non si stancano di ripeterci la solita frasetta da populismo televisivo di terz’ordine sul “pubblico sovrano”, per tentare di giustificare le eliminazioni più assurde. Ora, a parte che si tratta di una sovranità ben limitata – visto che alla fine si può votare solo sui 12 finalisti su cinquantamila che si sono presentati ai provini – ci tocca ribadire che il pubblico non può e non deve decidere tutto, se si vuole costruire un talent serio e non solo scroccare soldi con gli sms.

Per fare degli esempi molto banali, se il pubblico dovesse essere sempre sovrano – senza le giuste mediazioni della produzione e della critica specializzata – ci ritroveremmo con la serie di film Vacanze di Natale perennemente vincitrice al festival di Venezia, con Marco Carta suonato al posto di Mozart nei conservatori e con l’ultimo romanzo di Fabio Volo studiato  nelle scuole al posto della lettura di Dante Alighieri.

(In foto: conduttore e giudici di X Factor 5).

Altri link utili:

Masterchef Italia vincitore Spyros: in finale battute Luisa e Ilenia

X Factor 5, eliminati Valerio e Claudio

X Factor 5, intervista esclusiva a Davide Papasidero

Scritto da Style24.it Unit

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