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21 Agosto 2026

Welfare aziendale 2026: come viaggi e disconnessione diventano benefit

Le imprese italiane stanno ripensando il welfare aziendale, mettendo al centro il tempo libero e il benessere psicofisico dei dipendenti

Welfare aziendale 2026: come viaggi e disconnessione diventano benefit

Il concetto di welfare aziendale sta vivendo una profonda trasformazione. Non si tratta più solo di supporto economico, ma di un approccio olistico che valorizza il tempo libero e il recupero psicofisico dei dipendenti. Le aziende stanno scoprendo che il benessere dei lavoratori passa attraverso esperienze rigenerative e una gestione più flessibile del tempo.

Il tempo libero come priorità

Secondo il 9° Rapporto Censis-Eudaimon, l’88% dei dipendenti considera il tempo libero un elemento fondamentale per il proprio benessere. Questo dato riflette un cambiamento culturale profondo, in cui la qualità della vita personale diventa un fattore cruciale per la produttività e la soddisfazione lavorativa.

Le imprese stanno rispondendo a questa esigenza con l’introduzione di servizi turistico-ricreativi tra cui viaggi, pacchetti vacanza e soluzioni alberghiere. Il 70% delle aziende prevede di attivare questi benefit nei prossimi anni, trasformando il turismo in uno strumento di benessere organizzativo.

Dal welfare economico al benessere della persona

La trasformazione del welfare aziendale non riguarda solo l’offerta di nuovi benefit, ma anche un cambiamento nella sua concezione. Dopo una fase in cui i benefit erano principalmente economici, le imprese stanno ampliando l’offerta verso servizi destinati alla qualità della vita e al benessere psicofisico.

Un fenomeno emergente in questo contesto è il Restorative Travel un modello di viaggio orientato alla rigenerazione e al recupero. A differenza dei tradizionali viaggi incentive, queste esperienze pongono l’accento sul riposo e la disconnessione, offrendo un’opportunità per ridurre lo stress e la sovrastimolazione digitale.

La disconnessione come necessità

Paola Blundo, amministratrice delegata di Epassi Italia, sottolinea che “il welfare aziendale sta attraversando una trasformazione profonda. Le persone non chiedono più solo di essere protette, chiedono di essere ascoltate nei bisogni che cambiano con le fasi della vita. Il Restorative Travel non è una moda: è il segnale che il lavoro, per essere sostenibile, deve lasciare spazio reale al recupero.”

Smart working e nuova centralità del tempo

La diffusione dello smart working ha contribuito a modificare il rapporto tra produttività e tempo libero. Secondo il 9° Rapporto Censis-Eudaimon, il 79,3% delle imprese italiane considera lo smart working un’opportunità consolidata.

La flessibilità organizzativa permette di ridurre la rigidità legata alla presenza fisica in ufficio e di gestire in maniera differente il rapporto tra lavoro, vita privata e tempo dedicato alla rigenerazione. In questo contesto, il concetto di deep work diventa cruciale, permettendo di dedicarsi ad attività ad alto valore senza interruzioni.

Benessere e contatto con la natura

La crescente attenzione alla dimensione rigenerativa trova riscontro anche nel Gensler Global Workplace Survey. Il 46% dei lavoratori a livello globale indica come priorità per il proprio ambiente di lavoro la presenza di benefit e spazi dedicati al benessere psicofisico e al contatto con la natura.

Questo dato evidenzia un cambiamento nelle aspettative nei confronti dei luoghi e delle modalità di lavoro. Tecnologia e strumenti digitali non sono più gli unici elementi considerati nella valutazione dell’ambiente professionale. Acquistano peso anche gli spazi, il tempo e le condizioni che permettono alle persone di recuperare energie.

Welfare personalizzato

Un altro elemento evidenziato dal 9° Rapporto Censis-Eudaimon riguarda il passaggio da un modello di welfare top-down a uno maggiormente bottom-up. L’idea è costruire i benefit partendo dai bisogni delle persone, anziché proporre a tutti lo stesso pacchetto di servizi.

La personalizzazione diventa quindi una componente importante delle politiche aziendali. Il viaggio, in questo quadro, può rappresentare una delle opzioni all’interno di un sistema più ampio di benefit, insieme a servizi dedicati alla salute, allo sport, alla cultura e al supporto psicologico.

I dati citati nel rapporto indicano che il 41,3% delle imprese offre servizi di supporto psicologico, mentre il 33,3% propone servizi legati al fitness e il 38,4% iniziative nell’ambito della cultura. Il welfare si allarga quindi a una serie di interventi che puntano a sostenere la persona anche al di fuori della dimensione strettamente lavorativa.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.