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Una questione "abbronzato" anche nel cinema: il caso "La fidanzata di papà" di Boldi e Ventura

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di Ferruccio Gattuso

Bè, se la comicità e lo humor sono quelli crassi e very cheap di La fidanzata di papà, Simona Ventura può ben scendere dal piedistallo su cui si è arrampicata per dire – si può leggere sul “Corriere della Sera” di oggi – che “gli americani hanno tutto tranne il senso dell'humor”.

Tutto nasce da alcune battute innocue sul colore della pelle contenute nel cine-panettone di Boldi & co .: un bimbo un po' troppo “abbronzato” per essere figlio di due genitori bianchi. “Ma che, gli avete fatto la lampada?”, ecco la battuta che dovrebbe costituire un caso.

La Ventura ha tutte le ragioni a sostenere che su queste cose si può scherzare senza malizia, siamo con lei nello spernacchiare i poliziotti bigotti del “politicamente corretto”, sempre a caccia di mali pensieri dietro le parole. Questi gendarmi del "si deve dire così", purtroppo, in America abbondano.

E a casa nostra stanno prendendosi sempre più spazio: sono loro, ripetiamo, i “nuovi bigotti” del XXI secolo, quelli per cui devi ricorrere a terminologie idiote come “diversamente abile” o che hanno trasformato la parola “negro” (assolutamente non paragonabile all'inglese nigger, questa sì dispregiativa) in un insulto. Ma è questo il problema americano (e occidentale in genere). Non la mancanza di sense of humor. Tanto più, nel paese che ci ha dato giganti dell'umorismo e di un irresistibile “wit” come Woody Allen e i Fratelli Marx (foto sotto), o comici puri come Jerry Lewis e John Belushi. Fuoriclasse che hanno fatto ridere l'intero pianeta. Si può dire lo stesso de La fidanzata di papà?

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