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Una De Filippi che tutto puote: arrivano gli Amici Vip di Paolo Bonolis

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Ricorderete il dopo Sanremo di Paolo Bonolis, fatto di complimenti e leccate da parte di tutto il mondo televisivo (a pensarci bene ne ho parlato bene anche io, quindi faccio poco lo spiritoso).

Ricorderete anche la presenza di Maria De Filippi, con il suo immancabile gelato in mano, con quel terribile vestito, con quel trucco da poeta cimiteriale, lì all'Ariston in veste di valletta; una presenza inutile quanto imbarazzante. Maria aveva la chiara intenzione di mettersi da parte per non togliere spazio al nuovo idolo della musica popolare italiana – Paolo Bonolis, non Sal Da Vinci – ma al tempo stesso stava giustificando la sua presenza su quel palco con un simpatico "ricatto". E la parte più affascinante deve ancora arrivare: il complice del ricatto ero lo stesso Paolo.

E' vero, si era intuito già nei giorni successivi alla finale (sì, ha vinto Marco Carta, ma evitiamo di ricordarlo), quando una collaborazione Bonolis-De Filippi stava prendendo vita sotto strane forme di Festivalbar rinnovato, Sanremo a reti unificate, Fiera della Porchetta in mondovisione. Insomma, quei due hanno fatto il bello e il cattivo tempo in casa della Rai sapendo di avere, nello zainetto lui e nella borsetta lei, una bozza di accordo per un programma mediasettiano che avesse a che fare con la musica. Del resto, X Factor a parte, le sette note in veste televisiva sono roba loro

Ora abbiamo le prove di quella bozza di accordo. Non contenti di avere un Amici di Maria De Filippi che ci frantuma le palle da anni, avremo anche un Amici Vip (di Paolo Bonolis) ad accoglierci al rientro dalle vacanze. Insomma, un processo evolutivo che di nuovo ha ben poco. Se l'Isola dei Famosi è – ad esempio – un Grande Fratello bucolico con volti noti, Amici Vip è una naturale evoluzione di un talent che non ha voglia di portare in tv sbarbatelli arroganti che all'inizio nessuno si fila. Così facendo si parte subito col botto.
Andate a leggere tutti i post che ho scritto su Bonolis (no, vabbè, che palle, vi evito il lavoraccio): in pratica ne ho sempre parlato bene. Per assurdo l'unico modo per farmi cambiare idea su di lui sarebbe stato un eventuale avvicinamento alla concezione televisiva di una De Filippi qualasiasi. Ecco, appunto.

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