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Tutti in fila per i provini del Grande fratello: l'italian dream che tiene in piedi il paese (mentre affonda)

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Ieri sui quotidiani sono comparse due notizie apparentemente molto diverse tra di loro: una riguardava i salari italiani che risultano tra i più bassi d'Europa e l'altra raccontava delle migliaia di giovani accorsi ai provini per il Grande fratello organizzati a Torino e Padova.

Dite che le due cose non c'entrano nulla? Allora leggete le dichiarazioni di chi si è fatto ore di fila per poter avere una chance di partecipare al reality show più famoso della tv italiana. C'è chi dice: «Voglio entrare nella casa per evadere, per andare via dalla realtà»; chi invece confida : «Non ho un lavoro, magari così tutto cambia» e chi con disarmante sincerità ammette: «La vita è una tristezza, in quel posto finto starò meglio». E poi c'è la precaria senza soldi, chi deve finire di pagare il mutuo, chi vuole uscire dall'anonimato e lasciare una traccia di sé.

Un grande sociologo, Robert Merton, ha scritto che gli Usa riescono a sopravvivere alle loro grandi contraddizioni e diseguaglianze economiche grazie all'ideologia del sogno americano: la convinzione, quasi una fede civile, che tutti con l'impegno e un po' di fortuna possano farcela e avere successo.

In tutto l'Occidente americanizzato, e ancor di più nell'Italia televisiva e berlusconiana dei nostri tempi, sembra che ormai funzioni proprio così. Prima le crisi economiche, la disoccupazione, la povertà e l'alienazione provocavano sommovimenti politici e sociali, manifestazioni di popolo, sogni di progresso. Oggi no, oggi l'operaio o il disoccupato non vanno più in piazza per reclamare un cambiamento, vanno alle selezioni dei reality o dei talent show, perché il nuovo sogno italiano è questo: per uscire dall'anonimato e dal disagio sociale non serve una rivoluzione politica ma, semplicemente, un po' di fortuna ai provini del Gf. E la vita d'incanto cambia.

Insomma, se la magica società della televisione dà a tutti una chance di successo perché sputarci sopra, perché protestare e combattere per un mondo diverso? Tanto vale mettersi in fila ed aspettare il proprio turno di fama e ricchezza. Se mai arriverà.

(Fonte: cronache locali de La Repubblica, La Stampa, Il Gazzettino. Nella foto: Alberto del Gf9 durante lo show di domenica a Torino).

Scritto da Style24.it Unit

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