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Towelkini, il nuovo must have per l’estate 2019

Towelkini

Il Towelkini è l'ultima follia prodotta dal mercato americano del beachwear: lo vedremo davvero sulle spiagge italiane?

Towelkini, cioè la fusione tra towel (asciugamani) e bikini, sarebbe il nuovo must dell’estate 2019, ma cos’è? A metà tra il poncho, il copricostume e il telo mare, questo capo apparentemente geniale potrebbe risolvere una serie di problemi tipicamente estivi al modico prezzi di circa duecento Euro. Ne vale davvero la pena? Andiamo alla scoperta della novità assoluta della prossima estate.

Towelkini: un trend vincente?

Si dice che ogni prodotto immesso sul mercato per essere vincente (cioè per essere venduto) deve rispondere a un bisogno dei consumatori. Il towelkini, almeno sulla carta, è progettato per risolvere diversi piccoli problemi logistici che si presentano inevitabilmente a ogni estate, soprattutto durante la permanenza sulla spiaggia.

Innanzitutto, quando si comincia a prendere la tintarella, alcune parti del corpo possono arrossarsi di più rispetto ad altre, perché presentano una pelle molto più sottile e delicata. Il towelkini serve a coprire alcune parti del corpo (fondamentalmente il busto) lasciando scoperte le gambe, la testa e le braccia.

Il “capo” infatti non è altro che un telo da mare di dimensioni piuttosto ridotte, dotato di alcuni fori da cui si fanno passare la testa e le gambe.

Le braccia spuntano dal lato del towelkini, esattamente come quando si indossa un poncho.

Usando il towelkini mentre si prende il sole, quindi, si indirizzano i raggi solari verso alcune zone del corpo per uniformare l’abbronzatura, riuscendo a proteggere il décolleté e il ventre mentre il resto si abbronza. Quando ci si deve alzare per andare a prendere qualcosa al bar il towelkini diventa un pratico copricostume.

Chi ha disegnato il towelkini?

Ad aver avuto l’idea di fare tre buchi in un asciugamani è stata Aria Mc Manus, co-fondatrice del marchio Auto Body, che si propone di coniugare l’arte moderna e il design non soltanto con la moda ma anche con tutti gli altri settori che possano permettere all’arte visuale di espandere il proprio raggio d’azione e di ricezione.

Il towelkini viene quindi dalla ricerca di design, e come tutti i prodotti di design non è economico: viene venduto su un apposito sito (towelkini.us) alla modica cifra di 199 Dollari.

Attualmente il towelkini è prodotto e proposto al pubblico in tre diversi colori e in due misure (midi e mini, quest’ultima destinata ai bambini), ma sul sito viene anticipato che la gamma di colori verrà presto ampliata.

Gli orli, invece, vengono sempre confezionati in bianco, per dare uniformità e riconoscibilità grafica al prodotto.

Towelkini, serve davvero?

Osservando con un minimo di attenzione le fotografie in cui le modelle indossano il towelkini, viene da farsi una domanda: è davvero comodo? Quando lo si utilizza per distendersi al sole il corpo viene posto necessariamente a contatto con la sabbia bollente o, peggio ancora, con scogli e sassi, dal momento che il Towelkini serve a coprire il corpo piuttosto che a separarlo dal suolo. Quando lo si utilizza in piedi, inoltre, la parte superiore del capo va ripiegata sulle spalle, come viene mostrato in alcune fotografie. A essere perplessi non sono soltanto gli italiani: anche negli States i presentatori di alcuni programmi hanno ironizzato sull’assurdità della nuova moda.

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