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Terremoto: i soldi degli sms finiscono a… una banca!

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Dove finiscono i soldi per i terremotati che regaliamo con l’invio degli sms? Per l’Abruzzo i fondi raccolti vennero gestiti da una banca, che li distribuì sotto forma di micro-prestiti con tasso d’interesse agevolato! Ma che beneficenza è?

Ormai l’invio dell’sms che fa scalare qualche euro dal nostro credito è diventata la modalità principale della beneficenza nazionale, quella che viene sollecitata in televisione per le finalità più disparate: dai progetti contro l’indigenza nei paesi in via di sviluppo ai fondi per aiutare le popolazione colpite da calamità naturali, come il terremoto in Abruzzo di tre anni fa o quello che continua a martoriare l’Emilia in questi giorni. Iniziative spesso appoggiate e rilanciate dai divi tv con contratti milionari, dei quali ci piacerebbe tanto sapere l’impegno in termini concreti, ovvero se oltre a chiedere soldi sanno anche dare qualcosa.

Ma lasciamo perdere questo aspetto, che – mi rendo conto – può suonare un po’ demagogico. Il punto essenziale, invece, sarebbe conoscere dove finiscono i soldi raccolti e per quali progetti. Qua iniziano le note dolenti, perché appare tutto molto confuso e poco trasparente. Dagli spot televisivi, e dagli appelli dei divi di cui sopra, è dato di capire che gli euro che inviamo con i nostri messaggini siano immediatamente impiegati per la ricostruzione ed elargiti a chi ne ha bisogno, ma non funziona esattamente così.

Per quanto riguarda il terremoto dell’Aquila, per esempio, furono raccolti più di cinque milioni di euro, che vennero affidati a un consorzio finanziario specializzato nel microcredito, insomma in parole povere una banca. Etimos, questo il nome del consorzio, si è impegnato a distribuire tutta la cifra raccolta, ma attraverso la modalità che gli è propria: quella del prestito, per quanto a tasso agevolato.

In parole povere: sui nostri soldi, donati per i terremotati abruzzesi, c’è chi ci ha guadagnato. Sbaglio o si tratta, nella più benevola delle ipotesi, di pubblicità ingannevole? E qualcuno può avere la decenza di spiegarci come è stato organizzato il meccanismo della raccolta dei fondi per l’Emilia?

(Foto – Infophoto).

Scritto da Style24.it Unit

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