Striscia e Matrix col corpo delle donne 2 contro Repubblica:

Roberto Saviano ha spiegato più volte, e molto bene, come opera la fabbrica del fango: chiunque critichi il potere viene reso oggetto di accuse e illazioni che hanno lo scopo ultimo di dimostrare davanti all’opinione pubblica che tutti sono uguali, che chi critica è uguale o peggio di chi viene criticato, che nessuno è privo di scheletri nell’armadio e che dunque bisogna rassegnarsi allo squallore.

Ieri un trattamento del genere è stato riservato al gruppo L’Espresso, durante la puntata di Matrix dedicata alla rappresentazione mediatica della donna, in cui è stato mandato in onda un servizio confezionato dalla redazione di Striscia la notizia che, usando le parole del documentario di Lorella Zanardo sul corpo delle donne in tivù, proponeva immagini e filmati “softcore” pubblicati dai media di De Benedetti, tra i protagonisti della campagna contro il maschilismo del premier e delle sue televisioni.

Ma l’operazione di Ricci e company, nel tentativo di difendere se stessi e il padrone, risulta palesemente in malafede e manipolatoria. Nel tentativo di colpire Repubblica sono state mandate in onda quasi esclusivamente immagini pubblicitarie, che evidentemente sono uguali in tutti i media e che nessun giornale può certo permettersi di rifiutare, e immagini tratte da filmati postati sul sito del quotidiano romano. Ma un filmato su un sito lo si clicca solo se lo si vuole vedere, mentre il trionfo di culi e tette delle tv del Biscione viene proposto 24 ore su 24 senza che il telespettatore possa scegliere, e – cosa ancora più grave – come contorno di qualsiasi contenuto e programma: pseudo satira, informazione, sport, varietà e via di seguito.

Straordinario anche il passaggio in cui si indugiava su un articolo su Miss Italia e sulla possibilità di votare la concorrente più bella nel sito Repubblica.it, sottolineando la minore età di molte delle ragazze in lizza, quasi a suggerire un parallelismo con le minorenni dei festini del padrone. Ma cliccare su una ragazza, per dirla in termini brutali, non è certo la stessa cosa che fottersela!

Memorabile anche la chiosa di Zerbino Vinci a conclusione del servizio, che si doleva della mancata risposta del direttore di Repubblica al suo invito: “perché il confronto è la cosa più importante”. Quel confronto che lui ogni sera evita, invitando ospiti di comodo e facendo passare per opinionisti “di sinistra” i pupazzi di regime Rondolino e Sansonetti.

Ma se su Vinci il giudizio di inadeguatezza e mediocrità è più o meno unanime, qualche parola forse occorre spenderla su Antonio Ricci. Uno inspiegabilmente difeso anche dai sedicenti campioni della lotta al regime come Marco Travaglio e Beppe Grillo, da anni pornografo di corte e selezionatore di ragazzine per le tv del sultano, che – agli occhi degli ingenui – si è guadagnato qualche credenziale di autonomia per le ironie sul mascara del Cavaliere. Ma che, quando il gioco si fa duro, appare come un Sallusti qualsiasi: pronto a difendere il padrone anima e corpo, seppure con mezzi un poco più sofisticati di quelli adoperati da Nosferatu.

(Nelle foto: scene di ordinaria mercificazione del corpo delle donne su Striscia la notizia).

Scritto da Style24.it Unit
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