Spike Lee: filmografia per un aspirante regista, ecco la lista

I gusti sono gusti e non si discutono, eppure il caro Spike Lee

Ha diretto alcuni tra i film più importanti e attuali degli ultimi vent’anni (anche se recentemente non si può dire abbia proprio convinto pubblico e critica), ma allo stesso tempo è uno degli uomini di cinema più polemici dell’industria americana.

Stiamo parlando di Spike Lee, che attualmente è in attesa dell’uscita del controverso remake di Old Boy, la pellicola grazie alla quale il sud-coreano Park Chan-wook si rivelò al mondo occidentale, che arriverà negli USA a novembre.

 

E ci riferiamo anche allo stesso Spike Lee che, all’uscita di Django Unchained del collega Quentin Tarantino, col quale già aveva avuto precedenti screzi, lo accusò di sfruttare in modo superficiale e gretto la tragedia del suo popolo (“La schiavitù americana non è stata uno spaghetti western alla Sergio Leone, è stato un olocausto“).

Ora l’autore di Fa la cosa giusta ritorna agli onori della cronaca con la pubblicazione di una lista di film che ogni anno, durante la sua carriera di professore universitario a New York, ha consigliato ai suoi studenti, chiedendo loro di vederli tutti e di consigliarli eventuali aggiunte.

L’elenco completo lo trovate qui sotto. Vale la pena notare come l’idea di cinema sottesa a questo elenco rifletta una concezione della settima arte molto diffusa tra il cinefilo americano medio: concentrata sul mondo anglosassone, con puntate in Francia, Italia ed eventualmente Giappone, e quasi totale ignoranza del resto del globo.

Gli autori tricolori citati sono in effetti i soliti, ovvero Fellini, Bertolucci, De Sica, Rossellini, Gillo Pontecorvo con La battaglia di Algeri, mentre per la Francia troviamo Rene Clement, Truffaut, Marcel Camus e Godard. Anche il Giappone non riserva sorprese, con l’inclusione di Akira Kuroswa e Shohei Imamura, mentre stupisce la presenza dell’hongkonghese Stephen Chow con Kung Fu Hustle.

Per il resto segnaliamo come sia stata privilegiata la denuncia sociale, la tematica dell’odio e del razzismo: di Bunuel, per esempio, compare uno dei pochi film “realistici”, Los Olvidados, girato nel suo periodo messicano.

Ha colpito invece i commentatori l’assenza totale di rappresentanti del cinema muto (Chaplin, Keaton, Griffith, ma anche Eisenstein o Murnau), o altri classici nomi del calibro di Tarkovskij, Kieslowski o Herzog. Nessuno invece sarà rimasto sorpreso dalla mancata comparsa del nome di Tarantino, immaginiamo.

Ovviamente si tratta di una lista personale, per cui è inutile cercare obiettività, concetto peraltro fuori luogo in un contesto del genere. Certo che i due Interceptor e Apocalypto di Mel Gibson sembrano gridare vendetta…

Foto: Getty Images

Scritto da Style24.it Unit
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