Sofia Loren vs Margareth Madè, quando la bellezza e il corpo sono un prodotto della società

Secondo una scuola di pensiero della sociologia anche il corpo, allo stesso modo delle abitudini alimentari, dei vestiti, delle idee politiche e religiose, è soggetto ai condizionamenti sociali e risulta per molti versi plasmato da questi ultimi, tanto che lo si può tranquillamente definire come un prodotto della società, piuttosto che della "natura".

Tutto ciò non è mai stato vero ed evidente come in questi tempi, dove lo sport, la palestra, i prodotti di bellezza, i tatuaggi, i piercing, le lampade, la dieta, il lifting, la chirurgia estetica e tante altre cose permettono alle persone di adattare il loro aspetto fisico secondo quelle che sono le aspettative sociali, in modo da risultare il più possibile graditi agli occhi degli altri.

Un esempio lampante della validità di questo discorso lo si poteva trovare seguendo la fiction La mia casa è piena di specchi, andata in onda domenica e lunedì su Rai uno, che racconta la storia della famiglia di Sofia Loren, con la vera Loren che interpretava il ruolo della madre Romilda e la fascinosa Margaret Madè, già protagonista in Baaria, calata nei panni della giovane Sofia.

La Madè è certamente molto bella e si scorge in lei anche qualche vaga somiglianza con la Loren, ma ciononostante nel ruolo della giovane Sofia risultava poco credibile, quasi fuori posto, proprio perché la sua bellezza filiforme, esile, delicata e fragile, quasi un po' anemica, tipica della mannequin dell'alta moda, rivelava troppo scopertamente la sua appartenenza al XXI secolo, alla nostra epoca di corpi scolpiti dalla dieta, dal fitness e – sempre più spesso – pure dal chirurgo plastico.

Tutt'altra cosa rispetto alla bellezza giunonica, fiera, forte, verace e contadina della Loren degli anni 50, con il suo seno matriarcale e i fianchi generosi, che Rai uno ci ha riproposto sempre lunedì scorso, alla fine della fiction, con la messa in onda de La ciociara, il film che la consacrò al mondo facendole vincere l'Oscar. Un tipo di bellezza probabilmente impossibile da trovare al giorno d'oggi, nel 2010, perché appunto figlio di una società che non esiste più.

Scritto da Style24.it Unit
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