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20 Giugno 2026

Simone Rocha debutta con una collezione maschile tra Irlanda e Teatro della Pergola

La prima sfilata maschile di Simone Rocha porta in passerella un equilibrio tra delicatezza estetica e pragmatismo, mentre IED Firenze espone a Pitti Immagine Uomo 110 un progetto curato da diciassette studenti di sei campus internazionali.

Simone Rocha debutta con una collezione maschile tra Irlanda e Teatro della Pergola

La scena di Firenze ha ospitato due appuntamenti distinti che hanno intrecciato moda, memoria visiva e didattica creativa. Il 18/06/2026 la stilista di Dublino Simone Rocha ha presentato la sua prima collezione maschile sul palco del Teatro della Pergola proponendo un linguaggio estetico che coniuga tenerezza e pragmatismo. In parallelo, all’ex Teatro dell’Oriuolo si è inaugurata la mostra IED Pathos Formulas parte del programma di Pitti Immagine Uomo 110 che ha coinvolto diciassette studenti provenienti da sei campus internazionali.

La prima collezione maschile di Simone Rocha al Teatro della Pergola (18/06/2026)

La sfilata di Simone Rocha ha rappresentato un debutto significativo nel panorama del menswear: la designer, nata a Dublino ha sviluppato una proposta che bilancia estetica e funzionalità. Il guardaroba mostrato al Teatro della Pergola ha puntato su volumi controllati, dettagli ricamati e una palette che oscillava tra tonalità sobrie e accenti più delicati; elementi che sottolineano l’idea di una mascolinità tenera e non stereotipata. La scelta del teatro come scenografia ha trasformato la passerella in un luogo di narrazione, dove ogni capo ha dialogato con lo spazio scenico e con il pubblico presente.

Nel mettere a punto il progetto per l’uomo, Rocha ha scelto un approccio pragmatico: tessuti resistenti, tagli pensati per la vita quotidiana e dettagli che rimandano a una tradizione sartoriale reinterpretata. Questa tensione tra ornamento e utilità ha definito il tono complessivo della collezione, che si è mossa con coerenza tra abiti formali e capi più immediati, suggerendo possibili modalità di indossare il design femminile rielaborato per il guardaroba maschile.

IED Pathos Formulas: mostra e didattica creativa all’ex Teatro dell’Oriuolo (16.06.2026)

Durante la stessa edizione di Pitti Immagine Uomo, l’IED Firenze ha presentato IED Pathos Formulas nell’ex Teatro dell’Oriuolo un progetto espositivo che ha messo a confronto modaarte e memoria visiva. La mostra, concepita come un laboratorio di ricerca, ha coinvolto diciassette studenti provenienti da sei campus internazionali offrendo uno spazio per interrogare il destino delle immagini attraverso il tempo. La curatela e il format hanno voluto riscrivere regole tradizionali della didattica, proponendo modalità espositive che favorissero contaminazioni tra discipline.

Benedetta Lenzi, direttrice di IED Firenze ha contribuito a definire il quadro istituzionale del progetto, che si è posto interrogativi precisi sul trasferimento e la trasformazione delle immagini nella cultura visiva contemporanea. I lavori esposti hanno esplorato tecniche differenti e narrazioni personali, in un percorso che ha valorizzato lo scambio internazionale e la pratica sperimentale degli studenti coinvolti.

Numeri e partecipazione internazionale

Il progetto espositivo si è caratterizzato per la sua dimensione collettiva: diciassette studenti e sei campus internazionali hanno costruito un mosaico di approcci che ha amplificato il valore della mostra all’interno del contesto di Pitti Immagine Uomo 110. Questa partecipazione multipla ha permesso di mettere a confronto sensibilità e riferimenti culturali diversi, confermando l’importanza di una formazione che travalica i confini locali e punta a una dimensione globale della creatività.

Entrambi gli interventi contribuiscono al dialogo fra moda, spazio scenico e formazione, evidenziando come processi creativi e sperimentazione possano convivere negli stessi luoghi della città.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.