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Simona Ventura è furba, incompetente o incolpevole? Come la blogosfera sostituisce il qualitel televisivo

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Il VideoGioco crossmediale Ventura-Muse impazza su Web e Tv. Simona Ventura conferma lo scenario della beffa concordata suggerito da Format:

"Sapevo del gioco di sostituzione- dichiara – ma non mi sembrava fondamentale ai fini della loro ospitata. E proprio per questo motivo mi sono prestata al gioco e infatti oggi tutti ne parlano. Scherzi a parte quello che conta è che abbiano portato in studio il brano Uprising".

Pur avendo partecipato al Toto-Muse azzeccando la combinazione premiata da Simona, in realtà la mia gratificazione rimane confinata nell'insondabile limbo del verosimile: nessuno sa e mai saprà come sono andate davvero le cose.

L'unico esito certo della vicenda è la formidabile promozione gratuita guadagnata dai Muse e da Quelli che il Calcio.

Ma c'è un altro aspetto interessante di questo tipo di comunicazione crossmediale, l'unico che ci interessa qui.

La blogosfera diventa nel caso del batterista farlocco, come forse mai lo è stata prima, un sistema di analisi "scientifico" dell' utenza televisiva.

Le reazioni on line equivalgono ad un'indagine di mercato a costo zero.

Il tenore dei post e dei commenti indica la percezione prevalente del personaggio televisivo da parte del pubblico.

Il battage si trasforma in un sondaggio per capire se la Ventura è percepita più come furba (da chi opta per la beffa programmata) o incompetente (da chi perpetua la fama di orecchiante di musica sbandierata dalla stessa Ventura ad X Factor). Tralascio la patente di onestà attribuita alla presentatrice dai pochi "innocentisti" sopravvissuti al giustizialismo connaturato alla rete: anche il web ha il suo codice "specifico".

Per coerenza, chi ha scelto l' accusa di incompetente, oggi le dà anche della bugiarda.

Certo, il fatto evidenzia due qualità negative, ma molto diverse tra loro: in genere, chi sta a casa simpatizza per un personaggio furbo e condanna un vip inadatto al ruolo che ricopre.

Capire l'atteggiamento del pubblico è in fondo il vero interesse dei responsabili dei palinsesti.

Fare Tv significa studiare l'audience.

E i commenti blogosferici, spesso liquidati dal Vip di turno come minacce al proprio Ego e deliri di frustrati da ignorare, sono invece uno strumento di conoscenza mirato.

La Rete è il vero qualitel televisivo, a costo zero: fino a che punto e con quali algoritmi interpretativi i responsabili dell'industria televisiva ne studiano gli umori?
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