Silvio Berlusconi, La Piovra e chi ci fa fare brutta figura all'estero

«Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura, lo strozzo». Così parlò Silvio Berlusconi, rivolgendosi ai giovani del Pdl a Olbia, dopo aver rifilato l'ennesimo attacco alla magistratura e avere definito infamanti le accuse di mafia contro la sua persona, peraltro smentite dalla procura di Firenze.

Ora, a parte il fatto che dubito che una sola persona abbia "fatto" nove diverse stagioni de La Piovra, per i più giovani che leggono si tratta di una serie tv incentrata su storie di mafia ispirate alla realtà, e abbia scritto tutti i libri su Cosa nostra in circolazione, non si capisce il senso della dichiarazione del premier.

Ci fa fare più brutta figura, volendo adoperare questo linguaggio da terza elementare, l'attività criminale, omicida e stragista della mafia o chi ha il coraggio di raccontarla e denunciarla? È più esiziale per l'immagine dell'Italia all'estero il potere militare ed economico della Camorra o la figura di Roberto Saviano che, con il suo best seller internazionale Gomorra, ha avuto il coraggio di denunciare la tragedia della situazione campana dimostrando che rassegnazione e omertà non sono le uniche scelte possibili?

Davvero, non capisco la logica delle parole del presidente del Consiglio. Se non forse ricorrendo a quella mentalità da affarista, che il Cavaliere fatica tanto ad abbandonare, secondo la quale per il fine di vendere un prodotto – in questo caso il prodotto da vendere è l'immagine dell'Italia all'estero – qualunque imbroglio e furbata sono leciti. Per cui il ragionamento è questo: la mafia esiste e devasta la società e l'economia di un terzo del paese? Va beh, stiamo zitti che magari gli altri non se ne accorgono.

Almeno, spero sia solo questo. Anche se risulta incredibile che il premier non capisca che se ancora resiste un briciolo di credibilità del nostro paese all'estero, il motivo è da ricercare proprio nell'esistenza di una parte di società civile, composta da intellettuali, magistrati, comuni cittadini, che non si arrende e combatte senza nascondersi la sua battaglia contro la criminalità organizzata. Perché è evidente che la mafia sogna proprio questo: che nessuno parli più di lei e che i libri, il cinema e la tv facciano cadere il silenzio sulla sua inaccettabile presenza.

Scritto da Style24.it Unit
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