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Shakira portavoce Unicef: retorico moralismo mediatico

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Shakira si sente ormai una donna accigliata. Nonostante faccia video in cui l’unica cosa che le permette di vendere sia il concetto retroattivo del sex-sells, lei si sente un’artista che ha maturato una certa esperienza di vita in seno al suo lavoro che la porta in giro per il mondo.

Fa un po’ sorridere che Shakira si trascini, con tutti i suoi ghingheri e le sue catene da belly dancer, all’Università di Oxford pochi giorni fa per dare un discorso su quanto sia importante l’istruzione nei Paesi svantaggiati, per fare un’ambasciata Unicef.

Soprattutto se ci va vestita da diva, e se nelle foto che ogni tanto si vedono in giro con i bambini che va a trovare nel mondo, lei abbia sempre trucco e parrucco a contrasto con la povertà che lei abbraccia per le foto dai giornali. Il suo messaggio Unicef, comunque, era una retorica moralista tipo questa:

La nostra missione per la pace globale deve essere spedire 30.000 insegnanti in Afghanistan, non 30.000 soldati. Nel 2010 vorrei che l’istruzione mondiale diventi più importante della dominazione sessuale mondiale. (…) Dobbiamo (…) abolire le tasse scolastiche, arruolare bravi insegnanti e dare uniformi e testi agli studenti

Yawn, che sonno…

[Image via Inyobusiness]

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