Sesso, droga e conversione: Paolo Brosio ci racconta (di nuovo!) la sua storia

La storia, non particolarmente originale, di perdizione e ravvedimento dell'ex giornalista del Tg4, Paolo Brosio, è stata raccontata in tutti i talk show e su qualunque quotidiano o rivista italiani, sul web, alla radio e probabilmente anche tramite segnali di fumo. Eppure il Giornale non ha trovato di meglio che intervistarlo di nuovo, in teoria per chiedergli un parere sul caso Morgan, in pratica per fargli sciorinare nuovamente tutta l'edificante storiella.

Che sembra studiata apposta per finire su Parla come mangi, la nostra rubrica satirica. Le regole del gioco ormai le conoscete: il testo virgolettato è autentico, quello in corsivo corrisponde alla nostra impertinente traduzione.

«Non voglio giudicare Morgan. Mi riferisco esclusivamente alla mia esperienza personale. Nel 2008 mi hanno bruciato il locale, mio padre è morto, il mio matrimonio è finito e io ero precipitato in un pozzo di dolore insostenibile, così per distrarmi mi sono buttato nel divertimento più sfrenato, soprattutto sessuale. Dovevo evadere dalla realtà. Dovevo uscire dallo strazio della doppia perdita di mio padre e della mia donna e per farlo avevo bisogno di emozioni forti, della ripetizione ossessiva dell'atto sessuale».

Nel 2008 mi è caduta addosso una sfiga colossale e per tirarmi su ho cominciato a darmi alla pazza gioia.

«Dopo un po' neanche il sesso mi bastava più. Per dimenticare dovevo farlo in modo trasgressivo ma, avendo ricevuto un'educazione con alti valori morali, era necessario annullare la mia coscienza. Ci riuscivo con fumo, alcol e coca».

Me la spassavo con un sacco di donne e stavo meglio, ma non avevo fatto i conti con l'educazione cattolica e sessuofobica che mi ha dato quella rompiscatole di mia madre. Così per far tacere i sensi di colpa ho iniziato a friggermi il cervello con alcol e coca.

«Per lungo tempo ha vinto il male. Poi in un giorno di dicembre del 2008, durante un festino, è accaduto qualcosa di straordinario. Ho sentito una voce, non l'ho udita, la sentivo come parte di me, veniva da dentro. Oggi so che Dio parla agli uomini così, attraverso una voce interiore. Era dentro di me da mesi e ogni volta era più forte, più netta. La notte in cui la mia vita è cambiata, in cui la Madonna mi ha preso per mano e mi ha salvato, quella voce ha squartato la mia coscienza».

Un giorno di dicembre del 2008, durante l'ennesimo festino, mi sono fatto di brutto e ho cominciato a sentire le voci.

«Oggi sono un uomo sereno che ha un forte senso della fede, che ha voglia di aiutare gli altri, ma la cosa straordinaria è che continuano ad accadermi cose che mi dimostrano quanto possa essere potente la grandezza di Dio».

Oggi sto bene e con questa storia mi invitano tutti quanti in tv. Meglio non poteva andarmi!

Per le precedenti puntate di Parla come mangi clicca qui.

Scritto da Style24.it Unit
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