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Scherzi a Parte, il debutto: siamo a corto di idee. Mammucari vince su Amendola e Belen Rodriguez

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Ieri sera ho visto Scherzi a Parte, non potevo non farlo. Avevo ragione o no a dirvi che è un malefico ruolo quello del blogger televisivo? Già. Il problema è che sto fissando la tastiera da ieri sera alle 23.30 e non riesco a scrivere nulla. Non so, Scherzi a Parte è anonimo vi basta?

Partiamo da Claudio Amendola, vero mattatore dei Cesaroni ma insignificante statuetta in quel di Scherzi a Parte. Belen Rodriguez, al confronto, sembra Raffaella Carrà. Lui si attiene al copione, ma lo legge come se si trovasse davanti ad una prova microfono pre-diretta. Non sa fare il presentatore, ma questa non è una novità, visto che la stessa riflessione l'avevo fatta lo scorso anno. E' "un nome" in una trasmissione che vive grazie "al nome". Marketing televisivo. 

Belen Rodriguez balla e canta. E si spoglia. Nessuno si aspettava altro, e lei non ha tradito le aspettative. La tendenza a prendersi in giro, lanciata dalla Hunziker vecchio stampo, è accennata ma fuori luogo. Ci vuole sagacia. L'altra tendenza, sempre di derivazione hunzikeriana, quella che prova a trasformare la bellezza nell'entità astratta "non sono solo bella ma anche brava e simpatica" è timidamente presente. Cioè: lo è per gli autori, che giustamente propongono un modello che possa essere vincente, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: Belen è gnocca e basta, e proprio per questo ha diritto ad un posto in tv. Ci mancherebbe.

Teo Mammucari. Se proprio dovessi lanciare un salvagente per salvare qualcuno lo getterei a lui. Magari tentando di colpirlo in testa. Non è fuori luogo nel contesto di Scherzi a Parte, forse improvvisa o forse no, però ha sempre la battuta pronta e riesce a mantenere desta l'attenzione tra uno scherzo e l'altro. Non fa nulla di nuovo, è vero, ripropone un mix di Mammucari già visti: un po' Libero, un po' Veline, un po' Iene. Ma uno lo dovevo salvare.

Gli scherzi? Nulla di particolarmente divertente. Sparare almeno una cartuccia alla prima puntata è sempre d'obbligo, ma ieri sera gli autori hanno sparato a salve. Per nulla divertente lo scherzo a Capezzone, passabile quello alla Marcuzzi come quello a Giuliacci, e in quest'ultimo caso il merito è solo della strana personalità del colonnello.

Imbarazzante quello a Gigi D'Alessio, uomo di alti valori che ci ha anche donato una perla: gettare pattumiera per strada è peggio che uccidere. Concetto ribadito almeno due volte. 

Clemente Russo – sì, il pugile che Mammucari nemmeno conosceva – è venuto fuori per quello che è. Un pugile. Ho detto tutto, vero?

Lo scherzo a Cristina Chiabotto? Bò, vi ha fatto ridere? Talmente surreale. Diciamolo, gli autori degli scherzi sono a corto di idee. Rimpiango le prime edizioni del varietà. Almeno per ora.

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