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Scandalo Lazio feste: dai maiali alla merda dimenticando Luttazzi

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I politici pdl del Lazio passano dalla festa dei maiali a quella dedicata alla merda. Appena dieci anni fa, gli stessi berluscones, chiedevano la testa del comico Daniele Luttazzi per aver degustato in tv un dolce al cioccolato a forma di escremento

A leggere della festa della merda, organizzata dalla presidente Pdl della commissione cultura del Lazio, a vedere le foto dei tavoli generosamente imbanditi di dolci al cioccolato a foggia di voluminosi escrementi, mi è tornato alla mente un ormai lontano episodio televisivo che fece molto rumore e scandalo.

Correva l’anno 2001, si era in piena campagna elettorale, Berlusconi appariva lanciatissimo per la riconquista del potere e una trasmissione, nella seconda serata di Rai due, si distingueva per la sua irriverenza politica e il gusto estremo della provocazione. Si trattava del Satyricon di Daniele Luttazzi, il primo – tra le altre cose – ad intervistare Marco Travaglio in televisione, e anche il primo ad essere volgarmente cacciato dallatv, insieme a Biagi e Santoro, dopo il nuovo trionfo di Silvio alle elezioni.

Una delle trovate che fece più discutere, al tempo, riguardava uno sketch in cui il conduttore annusava in studio le mutandine di cui si era appena liberata l’intervistata, una divertita e un po’ imbarazzata Anna Falchi. Un consigliere berlusconiano, insomma uno di quelli messi a far da cane da guardia del padrone in Rai, ebbe a commentare: a questo punto ci manca solo la coprofagia. Luttazzi non si fece sfuggire l’assist e la settimana successiva si presentò con un piatto di cacca – ovviamente un dolce al cioccolato – che degustò a favore di telecamera con aria soddisfatta.

Le polemiche dal fronte berlusconiano si fecero vibranti e sdegnate: quelli della ciurma del Cavaliere facevano a gara a stracciarsi le vesti per la decadenza dei costumi e a fustigare la trivialità della tv pubblica controllata dai comunisti. Non so se qualcuno di quelli che abbaiò contro Luttazzi per quell’episodio sia poi finito a partecipare alla festa della merda di Veronica Cappellaro (la presidentessa della cultura). È più che probabile, ma in fondo poco importa.

Importa che il partito che si scandalizzava per le mutandine della Falchi e per il dolce simil cacca di Luttazzi, oggi si trova a difendere un ex premier che organizza festini con prostitute minorenni e un consigliere regionale che, invece di occuparsi di cultura, patrocina cerimonie dedicate alla merda.

Del resto nelle repubbliche delle banane rette da un caudillo, nei regimi all’amatriciana, nei tempi di basso impero quali quelli in cui abbiamo vissuto negli ultimi vent’anni, l’oligarchia al potere ha sempre pensato che l’etica pubblica, poco importa se di matrice laica o religiosa, fosse roba adatta solo al popolino, al quale è indispensabile imporre un po’ di disciplina. La classe dominante, dove manca una minima idea di democrazia, si vede sempre al di sopra della legge e al di là del bene e del male. Insomma, rassegniamoci: la merda la possono mangiare solo loro.

(In alto la notizia riportata in esclusiva dal blog Il Portaborse, dove potete trovare le altre foto della festa. In basso lo sketch di Luttazzi con Anna Falchi e quello famigerato con l’escremento su vassoio).

Altri link:

Scandalo Lazio: dopo quella dei maiali arriva quella della merda

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Scritto da Style24.it Unit

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