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Sat Expo: a settembre parte la prima tv italiana in 3 Dimensioni. E' vera rivoluzione?

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Un'altra inchiesta che ho realizzato per 9 Colonne sugli scenari televisivi (gli altri servizi sono sui discografici che gestiscono i talent show X Facor e Amici, sulla crisi che ha investito anche la televisione, sul backstage dei programmi comici Zelig, Colorado e Central Station e sulla gestione del copyright dei programmi tv )

Il prossimo settembre si inaugura la prima TV italiana tridimensionale e saranno in vendita gli apparecchi per vederla a occhio nudo, senza l'ausilio degli antiquati occhialini.

E' una vera rivoluzione?

Chi commercializza questa tecnologia dice di sì, ma gli scienziati che l'hanno messa a punto sostengono che si tratta ancora di un sistema che si svilupperà compiutamente solo dopo il 2015.

Nel video in alto, il primo test di Tv olografica della Cnn trasmesso in occasione della elezione di Barack Obama

9Colonne) – Roma, 20 marzo (citare la fonte)

Le immagini di un treno in corsa hanno inaugurato il Cinematografo dei fratelli Lumière, le sequenze di un concerto musicale danno lo start alla televisione tridimensionale.

Il parallelo non è azzardato, perché la tecnologia presentata ieri alla rassegna dedicata alle applicazioni relative allo spazio e alle telecomunicazioni che si tiene alla Fiera di Roma, Sat Expo Europe, è considerata dai dirigenti dell'azienda che la promuove, Eutelsat, "la più importante rivoluzione tecnologica del settore dopo la televisione e il cinema a colori".

Dal prossimo settembre, in Italia saranno già disponibili gli apparecchi per fruirne e per vedere i programmi di 3D Sat TV, il primo canale televisivo olografico.

"Sarà possibile – annuncia Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expo Europe – vedere il film o la partita in tre dimensioni. E tutto questo da casa. Basterà attrezzarsi di una TV ad alta definizione e di un decoder e il gioco è fatto".

Per sbagnare il 3D, Eutelsat ha filmato, trasmesso e proiettato in stereo, in alta definizione e naturalmente in tre dimensioni attraverso il satellite Eurobird 3 su un grande schermo e su apparecchi televisivi predisposti alla ricezione una rappresentazione musicale dal vivo.

Per l'Italia è stata un'anteprima: il pubblico della manifestazione ha visto senza gli ormai antiquati occhialini personaggi e oggetti nella loro più realistica configurazione spaziale, individuata dalle misure che l'immagine dello schermo solitamente appiattisce.

Secondo Dalla Chiara, "è impossibile fare previsioni sullo sviluppo, ma è già chiaro che si tratta di un nuovo linguaggio: un cambiamento confrontabile con il passaggio dal cinema muto al sonoro".

Nei tre giorni della fiera, che si conclude domani, viene anche proiettato con cadenza regolare un filmato 3D sul lancio del satellite Goce fornito dall'Agenzia spaziale europea. Dal convegno tenutosi nella Sala Ottavia sul tema "3d stereoscopic group conference" sono emerse le nuove applicazioni di questa tecnica di riproduzione visiva al cinema e in televisione.

I test che riguardano le emulazioni video 3D senza gadget e accessori da indossare sono in realtà molti.

Procedono su binari paralleli, creando talora confusione sull'effettivo primato di uno rispetto ad un altro.

Anche i risultati non sono chiari: gli scienziati che conducono gli studi in proposito parlano di una realtà ancora in embrione, che richiede tempo per progredire.

Dal canto loro, rinviano l'appuntamento per apprezzare il vero 3 D addirittura a dopo il 2015! Coloro che devono commercializzare i relativi prodotti, assicurano invece che le tecnologie disponibili sono già mature.

Ecco una rassegna dei principali brevetti.

Per quanto riguarda la ricerca privata, Philips e Sharp hanno già da diversi anni presentato schermi TV stereoscopici e monitor di portatili in grado di ricreare strabilianti effetti realistici.

Il progetto presentato a Roma è invece frutto di una ricerca curato dal consorzio europeo 3DTV, rete di eccellenza finanziata dalla Unione Europea.

Secondo il coordinatore del team composto da 200 specialisti di sette paesi diversi, Levent Onural della Bilkent University turca, questo sistema che permette di vedere contenuti video 3D stereoscopici a casa e nei cinema è "una prima tecnologia di basso livello che dà l'impressione della profondità mentre per la vera televisione olografica si dovrà attendere il 2016".

Il consorzio 3DTV ha fatto il punto sulla cattura, trasmissione e visualizzazione di video 3D riunendo ricercatori e sviluppatori provenienti dal mondo universitario e industriale le cui esperienze e attività riguardano settori distinti ma complementari, all'inizio di maggio 2007 sull´isola di Kos, in Grecia.

In quell'occasione hanno analizzato tutti gli aspetti della tecnologia 3D: il capturing 3D motion, la rappresentazione computerizzata, la trasmissione e i futuri display.

"Per comprendere la portata di quello che ci aspetta- afferma lo scienziato turco- è sufficiente pensare ad una partita di calcio. I telespettatori invece di guardare verso un comune televisore si troveranno di fronte ad una sorta di tavolino dove i giocatori fatti di luce corrono come su un campo. Una sorta di partita di Subbuteo live. Il cinema stereoscopico, comunque, è una versione alleggerita. Una realtà che potrebbe concretizzarsi molto più in fretta".

Tra le sperimentazioni più interessanti del 3D, ci sono quelle relative all'Holo Projection tramite computer, già iniziate un quarto di secolo addietro. Si tratta di una riproduzione usata in campo informatico anche per le videoconferenze che offre la stessa sensazione della presenza tridimensionale di una figura animata.

Dall'altra parte dell'Oceano, più di recente, l'avveniristica TV Olografica ha debuttato nel piccolo schermo in occasione della elezione di Barack Obama.

Le prime prove tecniche di TV olografica sono andate in onda sulla CNN. L'emittente americana ha trasmesso le immagini olografiche ricostruite dal computer di una sua corrispondente ,Jessica Yellin, e di un musicista supporter del nuovo leader degli USA, Will. I. Am, cantante dei Black Eyed Peas.

Per l'esattezza si trattava di sequenze tomografiche, perché proiettate su uno schermo e non nello spazio.

Il prototipo è stato realizzato da Harold Garner dell'Università del Texas. Così come i colleghi europei, anche lui sottolinea che la vera visione 3 D richiede ancora alcuni anni di lavoro:

"Ci vorranno -ha detto- ancora una decina di anni prima che la mia invenzione diventi una macchina adatta al grande mercato, ma la strada è aperta".

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