Sarah Scazzi, Bruno Vespa, i falsi bersagli e le care vecchie abitudini

Ha fatto il plastico. Non era la stessa cosa, senza. Ora siam tutti pi— tranquilli. Caro vecchio Bruno Vespa, non vedevi l’ora, eh?

A parte ci•, adesso salta fuori che lo zio, a quell’ora, dormiva. Ricapitolando, la zia dormiva, lo zio pure, la cugina prima era in casa, poi sulla veranda, poi sul cancello… VabbŠ, abbiam capito: Sarah s’Š strangolata da sola. Oppure Š stato lo Spaghetti Flying Monster, paradigma delle assurdit… logiche.

La colpa, si sa, ormai non Š di chi commette il reato, ma di chi non ha la forza per difendersi.

Ottocento versioni in pochi giorni, ottomila giornalisti-avvoltoi appostati nei punti strategici ad ogni momento del giorno e della notte (senza contare le simpaticissime gite turistiche sui luoghi della tragedia da parte di non so quanti ‘curiosi della domenica’), otto milioni di ore di programmazione in cui s’Š parlato troppo di tutto (leit-motiv della societ… contemporanea).

Troppi imput, troppi pareri, troppi mezzi per comunicare (senza aver niente da dirsi).

In un contesto come questo, Š facile attuare la tattica dei falsi bersagli, quell’intorbidire le acque e gettar fumo negli occhi per confondere l’opinione pubblica e non far capire pi— niente, in modo da mandare tutto all’aria e fuggire da ogni responsabilit…. In politica ne fanno largo uso ogni giorno: vengono dette e scritte talmente tante balle e vengono sparate talmente tante accuse che alla fine non si distingue pi— ci• che Š reale da ci• che non lo Š, costringendo la mente ad un surplus di lavoro se si vuole comprendere qualcosa. E la gente che vuol fare quest’ulteriore sforzo, oggi, non Š molta.

Scritto da Style24.it Unit
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