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Sanremo e la profezia di Enzo Mazza: il Festival finisce o ricomincia?

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L'ultima su Sanremo. Nel senso che questa è l'ultima volta che scrivo del Festival per quest'anno!

La necessità di un Festival di Sanremo "convergente" che valorizzi i new media è molto avvertita, e la sostengo sin dall'anno scorso su Format. 

Registro quindi ora con piacere che il più autorevole fautore di questa battaglia, Enzo Mazza, è stato riconfermato alla presidenza della Federazione Industria Musicale Italiana (Fimi).

La forza contrattuale del rappresentante delle major è però relativa, perché il Festival di quest'anno è stato fatto al 70% con etichette indipendenti.

Ecco la notizia d'agenzia.

Il consiglio direttivo della FIMI, composto dai rappresentanti delle major EMI, Sony BMG, Universal e Warner Music e della indie FMA, sostiene all'unanimità la linea politica e strategica adottata dal suo presidente Enzo Mazza: anche in relazione a quanto verificatosi all'ultimo Festival di Sanremo, dove le sue prese di
posizione hanno fatto discutere e causato frizioni con Pippo Baudo, direttore artistico della manifestazione. La conferma dei pieni poteri a Mazza, deliberata ieri (5 marzo 2008) dall'associazione, si estende anche ai rapporti con la Rai, in occasione del negoziato per il rinnovo della convenzione con l'ente pubblico radiotelevisivo.

Ironicamente, avevo dato a Mazza del "Pirata" a proposito della sua posizione di
condanna incondizionata del download illegale a nome dell'industria musicale.

Sul futuro di Sanremo, invece, le parole che ha pronunciato prima di Sanremo, e ha ribadito nelle infuocate polemiche durante le conferenze Stampa, mi sembrano il modo migliore per concludere un lunghissimo Speciale sul Festival.

La sua tesi è forse apocalittica, ma contiene un aspetto di verità che condivido da sempre, anche da prima che la formulasse.

Mazza dice che è Sanremo è alla frutta. Spero invece che l'anno prossimo si ricominci da qui, dal suo realismo, per innovare una gara amata da tantissime persone.

Le parole di Enzo Mazza, presidente Fimi

Il festival di Sanremo tra 5 anni sparirà […] Sanremo è ormai un prodotto puramente televisivo, seguito da un pubblico in età avanzata. Scomparirà come
prodotto quando scomparirà questo tipo di televisione, già sulla via del declino. Non sono io a dirlo, lo dicono tutti.

Nella tv c'è un'emorragia di pubblico, come è avvenuto nell'industria discografica. In futuro non ci saranno più pochi artisti con grandi numeri, ma tanti artisti con piccoli numeri. Stanno nascendo alternative, legate alle reti digitali, per far conoscere gli artisti. Per una casa discografica
è più conveniente lanciare un nome tramite internet o sul telefonino, che portandolo a Sanremo.

Nessuno compra più un disco per averlo ascoltato all'Ariston. Ogni giorno i videoclip visionati su internet sono superiori a quelli trasmessi in tv.

In ogni settore dell'informazione ci si interroga sul fenomeno della "disintermediazione", ad esempio l'esplosione del fenomeno dei bloggers.

Sanremo neanche si è accorta della rivoluzione. Il mondo va da una parte, Sanremo dall'altra. Anche la filosofia della gestione Baudo non è quella di valorizzare i giovani, ma di conservare il conservabile.

Così Sanremo si è garantito una morte imminente: o cambia drasticamente o è finita.

Scritto da Style24.it Unit
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