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Sanremo 2010: Teatro Ariston , non solo Festival…

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© 9Colonne – Roma, 15 feb (servizio di Ernesto Siciliano, citare la fonte)

Nell'immaginario comune è il luogo-simbolo della canzone italiana, nella realtà è un prezioso scrigno di tesori culturali e di un secolo di storia del bel Paese.

Il Teatro Ariston di Sanremo, che da domani accoglie la sessantesima edizione della kermesse canora, non è solo il palcoscenico fisso degli ultimi 33 anni del Festival.

E' anche la memoria di un pezzo di storia artistica e imprenditoriale dell'Italia.

Visitatori privati e intere scolaresche animano ogni mattina i suoi locali per apprezzare le testimonianze offerte dall'Ariston Tour "Museo Virtuale", un percorso-guidato tra foto e reperti delle manifestazioni musicali che si svolgono al suo interno: il popolare Festival della Canzone italiana e la più raffinata Rassegna della Canzone d'Autore, dedicata a Luigi Tenco.

La visita spazia tra tecnologie moderne e risorse culturali di un cinema-teatro provvisto di un DNA speciale.

"Già all'epoca della sua apertura – spiegano con orgoglio i dirigenti- il Centro Ariston rappresenta un cospicuo esempio ,forse unico in Italia, di complesso polifunzionale distinto da comfort d'ambienti, eleganza di arredi e di decori (il grande affresco del soffitto è del pittore Cuneo), soluzioni tecniche d'avanguardia, notevoli attrezzature sceniche, impianti e servizi multimediali."

Il Cinema-Teatro sanremese fu dunque la prima multisala italiana.

Oggi, la struttura è costituito da sei locali, di cui l'Ariston è la più capiente in virtù dei suoi 1909 posti a sedere, e da altre due dependance poste a 200 metri dall'edificio principale: il Cinema Centrale e la Sala Tabarin.

Tutto questo patrimonio è frutto della fortunata vicenda imprenditoriale della famiglia Vacchino.

Il padre ,Carlo, nel 1906 lancia il primo cinematografo della città ligure. Il figlio ,Aristide, morto nel 1980, nel 1947 apre il "Giardino", un cinema all'aperto sulla cui area fa costruire un grandioso complesso destinato allo spettacolo.

Nel cantiere aperto dal 1953 al 1963 prende forma poco a poco il "Centro Ariston": nasce per prima l'arena "Ariston all'aperto", poi l' "Ariston Mignon" ,attuale "Ritz, sala di 450 posti a forma di conchiglia decorata con bassorilievi in metallo dello scultore Alfieri.

Infine, si inaugura l' "Ariston", un cinema-teatro sorto sulle ceneri degli ex magazzini Standa (oggi magazzini Oviesse-Coin): maestoso e dotato di soluzioni modernissime per l'epoca, è capace di 1960 posti, suddivisi tra platea e galleria ed ha 16 palchi.

Dal 1977, questo centro polivalente diventa famoso come sede quasi stabile del Festival della Canzone Italiana, che in precedenza si teneva nel Salone delle Feste del Casinò. Una tradizione spezzata solo nel 1990, quando la quarantesima rassegna è ospitata nel nuovo e più capace Mercato dei Fiori.

L'importanza culturale della struttura è immortalata dai Quaderni editi dallo stesso Centro Ariston.

Si tratta di pubblicazioni monografiche sui temi più diversi dello spettacolo, realizzati con il contributo di personaggi, artisti, addetti ai lavori.

Il sedicesimo si occupa delle scenografie del Festival di Sanremo. La monografia contiene la tesi di Laurea di Valeria Serpi ,della Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma. Il saggio documenta fedelmente tutte le edizioni con immagini e racconti.

Assieme al lavoro scientifico, il Quaderno offre interventi dei personaggi che hanno curato gli allestimenti di ogni edizione, da Lorenzo Musso , il primo, a Gaetano Castelli, che cura la tecnologica scenografia di quest'anno, e del presentatore più rappresentativo del Festival, Pippo Baudo.

Un mix ben dosato di cultura alta e popolare, riassunto due anni fa dal famoso artista Marco Lodola con una istallazione di grande impatto visivo progettata apposta per l'Ariston.

La suggestiva LodolAriston, formata da quindici sculture luminose di grandi dimensioni, campeggiò sulla facciata del Teatro durante la 58esima edizione del Festival, mentre quattro sculture vennero collocate all'entrata del Casinò della città dei fiori, l'altra sede storica della kermesse.

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