Rubygate, le pagelle ai nuovi mostri del berlusconismo: chi è il più servo della seconda settimana?

Visto il grande successo della prima edizione, con tanto d’intervento di Lamberto Sposini a commento del giudizio che lo riguardava, torniamo con una nuova puntata delle pagelle all’informazione: come si sono comportati tv e giornali nell’affrontare la seconda settimana post Rubygate, surriscaldata anche dalle nuove carte spedite dalla procura di Milano al parlamento? Chi si è distinto per il livello maggiore di servilismo e genuflessione ai piedi del sultano di Arcore? Lo vediamo con le nuove pagelle che, come la scorsa volta, premiano i più abili e sfacciati cani da guardia del regime berlusconiano.

Daniela Santanché, 10: la kamikaze del Pdl si spende come pochi per difendere il premier, quello di cui – appena due anni fa – diceva: “Un voto a Berlusconi è un voto sprecato, lui concepisce le donne solo in orizzontale”. Ma la coerenza non è l’unica virtù di Crudelia, che invece eccelle anche in eleganza – sul Tg la7 mostra il dito medio a Luciana Littizzetto – e in cultura storica. Infatti nel tentativo di accusare le femministe del centro-sinistra di doppiopesismo ricorda a più riprese un vecchio slogan degli anni 70 –  “l’utero è mio e lo gestisco io” – ignorando che quella frase fu coniata per ottenere la legge sull’aborto e non per darla in giro dietro compenso. Come ho già scritto, Freud potrebbe trovare l’equivoco rivelatore e preoccupante.

Paolo Romani, 10: il nuovo ministro delle Attività produttive, che ha sostituito quel tipo a cui regalavano case a sua insaputa, è il classico miracolato del berlusconismo: uno che, senza la benevolenza del sultano, probabilmente dirigerebbe ancora tv locali con spettacolini a luci rosse di Maurizia Paradiso. Da qua una fedeltà assoluta e una totale rinuncia a qualsiasi autonomia: Silvio ordina e lui esegue. Il prossimo compito è eliminare Santoro, ci riuscirà?

Augusto Minzolini e Clemente J. Mimun, 10: come per Porta a porta e Matrix, ormai anche per i principali telegiornali italiani si può parlare di vero e proprio gemellaggio, o di rapporto simbiotico. Le scalette di Tg1 e Tg5 sembrano decise dalla stessa persona e anche durante quest’ultima settimana la linea editoriale è stata chiara: parlare del nuovo scandalo sessuale del sultano il meno possibile, dare ampio spazio e visibilità alle tesi difensive, oscurare le intercettazioni e le testimonianze più compromettenti. Risultato: più di dieci milioni di italiani rimangono del tutto disinformati. La Corea del Nord non è mai stata così vicina.

Carlo Rossella, 9: per inquadrare l’attuale presidente di Medusa basterebbe ricordare un episodio di quando  era direttore di Panorama, e fece pubblicare una foto di Berlusconi in copertina debitamente ritoccata con l’aggiunta di un bel po’ di capelli a coprire le calvizie. E dire che Carlo è stato un vero comunista, e di quelli mica tanto moderati: nel ’71, per esempio, fu tra i firmatari sull’Espresso di un appello contro il commissario Calabresi, poi ucciso dal terrorismo rosso. Però a quanto pare è uno dei pochi privilegiati che possono vantare una partecipazione al bunga bunga: servire il sovrano ha i suoi vantaggi.

Alessandro Sallusti, 8: il nostro Nosferatu ce la mette tutta per assolvere al suo ruolo di squadrista della carta stampata, ma la sua fabbrica del fango – di nuovo all’opera – in confronto a quella di Feltri produce solo innocui e irrilevanti schizzetti. Tragicomico il presunto dossier contro la pm Ilda Boccassini, della quale si rievoca una storia vecchia di trent’anni su un bacio dato a un giornalista di sinistra. Sarebbe stato più efficace scrivere che rubava la merenda alle compagne delle elementari! Proverbiale anche la figuraccia collezionata sul sito del Giornale, dove un sondaggio su Santoro che voleva essere un plebiscito per chiedere le dimissioni del giornalista in realtà spacca i lettori. Povero Sallusti, sembra sempre più solo a difendere il datore di lavoro.

Nicole Minetti e le altre “arcorine”, 7: per adesso il voto non può che essere positivo, la scelta infatti appare quella di coprire il sultano e sposare la linea difensiva suggerita da Ghedini. Però dalle intercettazioni le signorine in questione sembrano tutt’altro che sottomesse, e la loro considerazione per il sultano, definito a più riprese “vecchio”, “imbruttito”, “con il culo flaccido”, non sembra improntata a una grande considerazione. “Deve solo sganciare” dice un’altra a un’amica e la sensazione è che, se il bancomat dovesse smettere di elargire soldi e carriere, tutto potrebbe accadere.

Mauro Masi, 6- : il direttore della Rai ambirebbe a diventare il servitore numero uno della corte del sultano, lo vorrebbe con tutte le sue forze, ma poverino è talmente inetto che non riesce neppure a stracciare un sei pieno nel ruolo di cameriere. Tutte le trasmissioni giudicate antiberlusconiane sono in onda nonostante i suoi maldestri tentativi censori, e la recente telefonata in diretta ad Annozero verrà ricordata nei tempi come una delle più colossali figuracce mai collezionate da un dirigente di Viale Mazzini. Sembra Fantozzi nel ruolo di megadirettore galattico: completamente inadeguato e anche un po’ patetico.

Paolo Mieli, 5.5: parliamo dell’ex direttore del Corsera – visto di recente ad Annozero – in rappresentanza di tutti i terzisti del Paese, che rispetto agli strappi democratici del regime berlusconiano in questi anni hanno sempre preferito non esporsi e non schierarsi (Dante quelli così li chiamava “ignavi” e li collocava all’ingresso dell’Inferno). Sono tanti: dalla Confindustria, alla Chiesa, a buona parte del sindacato e della stampa. Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando, anche dal fronte terzista arriva qualche timido segnale di reazione. Un po’ troppo timido però: l’altra sera in tv il vate del terzismo Mieli sembrava che stesse parlando dell’assunzione irregolare di una colf (nei paesi seri anche questo può costare una carriera politica) piuttosto che di un premier accusato di prostituzione minorile e concussione.

(In alto: Iris Berardi, la nuova ragazza all’epoca minorenne coinvolta nei festini di Arcore. A sinistra: Nicole Minetti).

Scritto da Style24.it Unit
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