Rapporto Istat, l'Italia è un paese per poveri (ma la tv non se ne accorge)

I dati contenuti nel Rapporto Istat, presentato ieri mattina a Montecitorio, sono impietosi e non lasciano adito a interpretazioni: l’Italia è un paese in declino, con una crisi economica tutt’altro che superata e un processo in corso di reale impoverimento delle famiglie. Chi può, per mantenere l’abituale standard di vita, erode i risparmi; gli altri (un quarto degli italiani) non hanno risorse a cui attingere e si trovano in un rischio concreto di povertà.

Intanto circa due milioni di persone non cercano neppure più lavoro, perché del tutto scoraggiate dalla possibilità di trovarne uno, mentre l’occupazione cresce solo nei servizi a più basso contenuto professionale e cala in tutti gli altri settori.

Insomma, c’è poco da commentare: il panorama che descrivono i numeri dell’Istat è inquietante e le prospettive per il futuro a dir poco deprimenti. Eppure tutto questo, nella realtà di plastica messa in scena dalla televisione, sembra come coperto, nascosto, sopito. Le pubblicità continuano a martellarci per acquistare l’ultimo modello di telefonino o l’auto sportiva, magari accedendo all’ennesimo mutuo, le fiction ci raccontano solo storielle buoniste e rassicuranti ambientate in famiglie benestanti di estrazione borghese e l’informazione si occupa esclusivamente delle mirabolanti promesse del nostro premier, di eventi di cronaca nera che invitano a un Cluedo collettivo e di gossip e spettacolo.

Eppure la crisi negli altri mass media, dove il controllo politico del governo è meno forte, almeno a sprazzi si vede. In alcuni giornali per esempio, che non si accodano alla narrazione berlusconiana del “Paese che sta meglio di altri” (forse del Ruanda), e anche al cinema, dove sebbene con film di alterno valore più di un regista si è cimentato con i temi del precariato e della crisi economica. Ma è soprattutto su internet, dove l’informazione può sgorgare anche dal basso, che le storie drammatiche di chi non ce la fa più possono trovare più facilmente visibilità. Senza ovviamente tracciare quadri idilliaci, perché pure sulla rete c’è una certa tendenza a scimmiottare la comunicazione tutta gossip e disimpegno della televisione.

Intanto sempre dal Rapporto dell’Istat vien fuori che se la crisi da noi si è abbattuta con più forza, è anche perché la nostra economia nell’ultimo decennio – quello governato quasi ininterrottamente da Berlusconi – è cresciuta di meno rispetto a quella di tutti gli altri paesi europei. Vi ricordate gli spot di Forza Italia degli anni 90 in cui un paesaggio post atomico di distruzione e devastazione doveva rappresentare l’Italia governata dalla sinistra? Pare che invece a portare il Paese “al terrore e alla miseria” ci sia riuscito benissimo il sultano da solo.

(In alto: i geniali artefici della politica economica italiana degli ultimi dieci anni; fonte: Panorama).

Scritto da Style24.it Unit
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