Rai, Mediaset, La7, Sky: ecco i veri Padroni dei loro palinsesti

Che tipo di format hanno comprato Rai, Mediaset, La7 e Sky negli ultimi anni? Quanto hanno investito? Chi sono i loro maggiori fornitori?

Risponde a queste domande uno studio effettuato dall'Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli, contenuto in una pubblicazione appena arrivata in libreria: "Decimo Rapporto IEM sull'industria della comunicazione in Italia".

Di seguito, ecco un'anticipazione di questa analisi essenziale per chi vuole capire qual'è la domanda di contenuti da parte dei broadcaster televisivi generalisti e chi sono i veri padroni dei palinsesti.

(L'ho estratta dalla presentazione del rapporto fatta in occasione del V Summit della Comunicazione che si è tenuto a Roma lo scorso 12 dicembre. Il copyright del seguente articolo è di 9 colonne).
TROPPI ACQUISTI DA SOCIETA' ESTERNE
I grandi gruppi televisivi acquistano troppi format da società esterne. Soprattutto la Rai, che spende fino a 1,8 miliardi all'anno in programmi commissionati in outsourcing. E' questo l'esito della ricerca effettuata dallo IEM. Dopo lo sport e Sanremo, nel 2007 i programmi più seguiti delle 3 reti Rai sono stati prodotti da una società esterna: la fiction Papa Luciani, della Leone Cinematografica, trasmessa da Rai Uno; l'Isola dei Famosi 4, di Magnolia; Che tempo che fa, prodotta da Endemol per Rai Tre. In un quadro generale, la presenza di nuovi editori nel panorama televisivo non aumenta peraltro la produzione di contenuti originali autoprodotti. La speranza di incrementare la quota di programmi non affidati a società esterne e lo spazio per la sperimentazione e l'innovazione, sostengono gli analisti dello IEM, è affidata ai nuovi intermediari via Internet ed alle nuove offerte mobile, ad incentivi da parte del Governo e ad un rafforzamento delle strutture di produzione interna delle Tv.

FICTION E INTRATTENIMENTO I PIU' RICHIESTI
Rai e Mediaset investono in gran parte in fiction ed intrattenimento, mentre i contenuti pregiati vengono ampiamente sfruttati dalla pay-tv. Rai Uno e Canale 5 hanno riservato nel 2006 ben 250 prime serate a questi due genere. Quasi 1/3 dell'intera programmazione di fiction e intrattenimento viene commissionata a società di produzione esterne.

IL PANORAMA PRODUTTIVO
Le società che si occupano di produzione televisiva attive fra il 2002 e il 2006 sono 505. Il fatturato 2004 è stato di 1.065 milioni di euro, di cui 700 milioni da attività di produzione televisiva. Queste aziende sono concentrate prevalentemente a Roma (il 47% con il 64% del fatturato) ed a Milano (il 18% delle imprese con il 24% del fatturato). Al sud, solo il 6% delle imprese. Parzialmente sovrapposte alle società televisive sono quelle di produzione cinematografica. Quelle iscritte nei registri del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2004 erano 424, di cui il 69% nell'area di Roma, il 10 % a Milano. Al sud, l'8,2%.

I PROTAGONISTI TRA I PRODUTTORI.
Negli ultimi anni è emerso un ristretto gruppo di società medio-grandi, alcune delle quali entrate nell'orbita di grandi gruppi media. Sono loro a possedere i capitali necessari per investire in ricerca e sviluppo. Tra le prime a nascere, negli anni '80, Endemol Italia e Fortuna Audiovisivi, fondata da Maurizio Costanzo (oggi Fascino PGT). Magnolia è stata acquisita dal gruppo De Agostini e rappresenta il maggior esportatore italiano di format. Endemol e Taodue sono entrati nell'orbita Mediaset, Lux Vide e Rainbow sono partecipate dal gruppo Ben Ammar. Tre società da sole producono il 55% dei palinsesti italiani commissionati dai Gruppi televisivi all'esterno: Endemol Italia fornisce oltre il 30% della produzione totale in outsourcing, Magnolia il 15%, Fascino circa il 10%. Endemol è leader negli appuntamenti da prima serata, con 153 presenze, seguita da Ballandi e Magnolia. Nella fiction, leader è Grundy con 38 prime serate. Una novità nel panorama produttivo, è l'intervento di nuovi soggetti Pubblici fino ad oggi estranei alla filiera, come le Regioni o il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico

GLI INVESTIMENTI DEI GRANDI BROADCASTER
Gli investimenti nella programmazione annuale dei 3 gruppi televisivi principali (Rai, Mediaset e Telecom Italia, quest'ultima editrice de La 7) sono stimati intorno ai 3 miliardi di euro. Oltre la metà di questa somma viene investita da Rai. Sky ed i canali tematici di altri editori spendono circa 1 miliardo. Un quarto dei ricavi dei broadcaster terrestri in Italia viene spesa in programmazione televisiva commissionata. In dettaglio: la Rai spende in programmazione circa 1,5-1,8 miliardi di euro. Di questa somma, circa 0,6 in fiction e intrattenimento. La spesa Mediaset è di circa 1,2 miliardi, 120 milioni per La7.

COSA COMPRANO I BROADCASTER
Nel 2007, Rai e Mediaset hanno quadruplicato il loro "shopping" di fiction rispetto al 1996. Nell'anno appena trascorso hanno speso quasi 500 milioni di euro nella produzione di fiction originale realizzata da società di produzione esterne ai broadcaster. Nel 1996, 117 milioni. Entrambe hanno prefetito acquistare fiction per le reti ammiraglie, soprattutto miniserie. Canale 5 destina risorse significative alle serie più lunghe. Le emittenti con share 9-12% hanno speso poche decine di milioni, preferendo le serie lunghe come telefilm e sitcom. Gli stessi broadcaster generalisti hanno investito circa 780 milioni di euro per comprare prodotti italiani originali.

Scritto da Style24.it Unit
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