Nel 1993, il musicista Alex Baudo venne colto da una notizia che avrebbe sconvolto l’intera sua vita: era figlio del celebre conduttore Pippo Baudo. All’epoca era già padre di Sean e aveva appena pubblicato un disco di successo, ma la rivelazione fece emergere un’intera trama familiare finita sotto silenzio per decenni.
Il segreto fu svelato da Riccardo fratello di Alex, che gli comunicò la verità in un pomeriggio qualunque. La notizia, già nota a diverse persone, lo colpì di soprassalto: la prima reazione fu incredulità, seguita da un profondo sconforto. Alex si chiuse in sé, provando una rabbia mista a confusione, finché decise di prendere il telefono e chiamare Pippo, ricevendo una risposta calma e rassicurante: “Ti aspetto a Roma”.
La rivelazione del 1993: una verità a trentuno anni
Scoprire che il padre che credeva fosse Tullio Formosa – dirigente della Rai e figura paterna capillare – era in realtà Pippo Baudo ha stravolto l’intera percezione di Alex sulla sua identità. Il momento della telefonata con Pippo che pronunciava “Ciao, sono papà”, rimane impresso come un punto di svolta emotivo, quasi una ferma nella narrazione della sua vita.
Il ruolo di Riccardo e la reazione di Alex
Riccardo, consapevole della verità da tempo, la rivelò senza secondi fini economici, anche se non è chiaro il motivo che lo spinse a farlo. Alex ha sottolineato di non aver inteso alcun guadagno per il fratello, ma che l’importante era ritrovare il proprio genitore biologico. Il fratello, ora scomparso, rimane una figura enigmatica nella vicenda.
Il passato nascosto: Mirella Adinolfi, Tullio Formosa e l’amore negli anni Sessanta
Prima della scoperta, Alex era cresciuto credendo che Tullio Formosa fosse suo padre, uomo che lo aveva accolto come figlio e lo aveva protetto da pettegolezzi. La madre, Mirella Adinolfi intraprese una relazione con Pippo negli anni Sessanta, periodo in cui la legge sul divorzio non esisteva e l’adulterio era considerato reato. Il figlio, nato fuori dal matrimonio, sarebbe stato stigmatizzato per sempre, per questo Pippo rinunciò a riconoscere il nascituro.
Il contesto sociale dell’epoca
Negli anni Sessanta, la società italiana era ancora governata da rigide norme morali; una donna incinta fuori dal matrimonio affrontava un danno reputazionale irreversibile. In questo scenario, la decisione di Pippo Baudo di non firmare il riconoscimento era influenzata più dalla pressione sociale che dall’assenza di affetto. Solo nel tempo, con l’evoluzione delle leggi, la verità è potuta emergere.
Il percorso di riconciliazione e la scrittura del memoir
Dopo la rivelazione, Alex ha dovuto affrontare un periodo di crisi: la perdita di Tullio Formosa, il matrimonio in crisi e il figlio lontano hanno rafforzato il senso di smarrimento. Un momento critico è stato il tentativo di suicide, quando ha ingerito una dose eccessiva di sonniferi. Superata la fase più buia, ha iniziato a ricostruire il legame con Pippo, partecipando a incontri graduali e conversazioni sincere, fino a decidere di raccontare tutto nel memoir “Papà, un amico di famiglia”.
L’eredità divisa in tre parti
Una curiosa conclusione della storia è la divisione dell’eredità di Pippo Baudo in tre parti uguali destinate ad Alex, alla sorella Tiziana e alla segretaria Dina Minna. Alex ha dichiarato di rispettare la decisione del padre, definendola “una decisione di papà”.
Il libro, presentato a Milano da Mondadori, non è solo una testimonianza personale, ma anche un ritratto intimo di un uomo famoso che, fuori dai riflettori, mostrava una discreta capacità di mettere a proprio agio chiunque dal muratore allo scienziato. Alex, ora quasi sessantaquattroenne, sente di aver ritrovato sé stesso grazie a questa rivelazione e alla successiva scrittura, pronto a vivere una vita più serena.



