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Quelle risposte di Berlusconi (via Giuliano Ferrara) alle domande su Noemi Letizia che tanto dicono della destra italiana

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Nella prima pagina de Il Foglio di lunedì Giuliano Ferrara racconta di aver fatto un sogno: Berlusconi, o come lo chiama lui il Cav, si fa coraggio e risponde con sincerità a tutte le domande di Repubblica (che modestamente ci eravamo posti anche noi su Teleipnosi ben prima del quotidiano romano).

È interessante leggere queste risposte in primo luogo perché sono credibili: provengono dalla penna di una persona che non solo conosce molto bene il premier, ma che è anche uno dei massimi cantori di quella cultura politica e sociale che chiamiamo berlusconismo. In secondo luogo la lettura è utile perché ci rivela molto dell'anima profonda della destra italiana.

Vi riporto due stralci, che mi paiono significativi. Scrive Ferrara, fingendosi il Cavaliere: «Mi piace circondarmi di belle ragazze e di amici, cantare, scherzare, dare a me stesso e agli altri un'immagine allegra e noncurante dell'esistenza. Le ragazze le faccio ballare sulle mie ginocchia, sono un nonnetto frivolo, un paparino scherzoso, che male c'è».

E ancora: «Comunque, non sapevo che un'anticchia (un po') di libertinaggio e spensieratezza fossero proibiti: voi giornalisti laicisti state sempre a battervi contro una visione oscurantista e bigotta della vita morale…».

Ecco, quando Silvio Ferrara, non a caso richiamando lo spirito di quel «parrucconi» ripetuto da Ghedini ad Anno zero, ironizza contro i "laicisti di sinistra" che bacchettano il premier per l'innocente passione per le belle ragazze e la dolce vita, svela forse inconsapevolmente una forma mentis che è il vero tratto strutturale della destra italiana. La sua doppiezza e, in ultima analisi, la sua ipocrisia, come in fondo vuole ogni buon stereotipo sul conservatore dalle pubbliche virtù e dai vizi privati.

Insomma se sulla scena pubblica i berlusconiani difendono il papa che predica l'astinenza sessuale e boicotta l'uso del profilattico, negano i diritti delle coppie di fatto, equiparano le droghe leggere alle pesanti e normano la fecondazione artificiale secondo precetti confessionali, al contempo nell'ambito privato rivendicano il diritto a una vita «allegra e noncurante dell'esistenza», alla frivolezza, alle ragazze sculettanti e al divertimento senza pensieri.

In questo senso la destra berlusconiana si presenta come una destra ottocentesca o, se vogliamo essere più buoni, da anni cinquanta. Vede Ferrara, quelli che voi vi divertite a chiamare parrucconi, quei laicisti (io direi liberali) di sinistra che nella vostra parodia assumono le sembianze della Santa Inquisizione, sono invece persone – come il sottoscritto – che sognano un mondo dove vi sia coerenza tra comportamenti pubblici e privati. E dove uno che giudica con comprensione «un'anticchia di libertinaggio», governi con un'idea diversa di società e con maggiore rispetto per le libertà dei cittadini.

(Nella foto: Silvio Berlusconi in compagnia di alcune ragazze a Villa Certosa. Fonte: Oggi).

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