Quel furbetto di Povia che gioca a fare il rompiscatole politicamente scorretto per conquistare i titoli dei giornali

Prima presenta una canzone dove descrive i gay come degli infelici complessati che si danno all'omosessualità per colpa di genitori cattivi. Poi rilascia dichiarazioni dove sostiene che le donne devono stare a casa, a cucinare e fare figli. Infine, avvicinato dai cassintegrati della Fiat che gli chiedono un gesto di solidarietà, li liquida così: siete troppo pochi.

L'impressione è che Povia si stia divertendo un mondo a scatenare zizzanie e polemiche e che, soprattutto, si sia accorto che giocare a fare il rompiscatole politicamente scorretto – in un paese che da sempre preferisce il cinismo e la furbizia al buonismo – sia molto vantaggioso in termini di popolarità e titoli sui giornali.

L'avevo già scritto e lo confermo: da questo punto di vista chi continua a parlarne finisce per fare involontariamente il suo gioco. Io nel mio piccolo ho deciso di sottrarmi: che decida di fondare il Ku Klux Klan in Italia, che inneggi alla necrofilia, che sputi in faccia ai suoi fan, prometto di non occuparmene più. Almeno fino a quando non scriverà una canzone vagamente decente, che poi è quello che un cantante dovrebbe fare.

Scritto da Style24.it Unit
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