Quei fantastici anni 50 raccontati da Happy Days, così lontani eppure così vicini

Happy Days è sicuramente uno dei prodotti più longevi della storia della televisione: mandato in onda in Italia per la prima volta nel 1978 sulla prima rete lo storico telefilm made in Usa ha continuato ad essere trasmesso quasi interrottamente fino ai nostri giorni, tra Rai, Mediaset e ora il satellite (attualmente viene replicato da Comedy Central ).

Come tutti sanno la serie è incentrata sulle vicende di tre bravi ragazzi, Richie (interpretato dall'oggi celebre regista Ron Howard ), Ralph e Potsie, il loro amico ribelle Fontzie e la famiglia borghese di Richie.

Ambientato negli anni 50 in una America un po' idilliaca, anche se non mancano le puntate dove vengono sfiorati temi delicati come il razzismo e il sessismo, Happy Days è uno di quei rarissimi prodotti tv che sembra non avere tempo e che, pur essendo girato negli anni 70 e raccontando una realtà ancora più vecchia,  riesce a incuriosire, divertire e affascinare anche il telespettatore moderno.

Come mai? Sarà che forse le vicende di Richie Cunningham, dei suoi amici e della sua famiglia non sembrano poi tanto diverse da quelle di padri e figli degli anni 2000. Certo negli episodi della serie tv le gonne delle ragazze sono straordinariamente più lunghe, gli scherzi dei ragazzi molto più innocenti, le regole dei genitori più severe, ma i problemi di amicizia, amore e rapporto tra giovani e adulti non sembrano poi tanto diversi da quelli di oggi.

La cosa può sembrare sorprendente se si pensa che i giorni felici di Richie e company sono ambientati nei lontani anni 50, ma in fondo è in questo periodo che è nata la società contemporanea nella quale viviamo. È qui, negli Usa del dopoguerra, che le donne hanno cominciato a conquistare la loro autonomia, che i giovani hanno iniziato a pretendere più libertà, che il consumismo con tutti i suoi feticci (dalla moto al giubbotto di pelle) ha messo radici.

Da noi tutto questo è arrivato forse un po' più tardi, importato proprio grazie ai film statunitensi che raccontavano di una società dove le donne divorziavano, seducevano gli uomini e andavano al ristorante con le amiche, dove gli adolescenti si ribellavano alle regole della società borghese (Gioventù bruciata con il mitico James Dean è del 1955), dove si respirava aria di libertà e cambiamento. Tutte tendenze che poi sono esplose negli anni 60, e in quel 68 forse un po' troppo mitizzato, che ha portato alla ribalta mutamenti già in corso piuttosto che inventare chissà cosa.

Scritto da Style24.it Unit
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