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Quando penso al cinema italiano…

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Gli intrecci delle storie, le ambientazioni, il romanesco invadente, le scenografie «due camere e cucina», la parola «Amore» nei titoli, le tipologie umane e professionali, i tic parapolitici, «la storia sociale del nostro Paese raccontata alla maniera di Rulli e Petraglia», i frigoriferi sempre vuoti, gli occhi bistrati di Nicolas Vaporids, il Nord-Est visto come un luogo d'inferno dove i ricchi si ingrassano, i poveri diventano razzisti e gli immigrati sono sempre buoni, colti e gentili…

Questo è, più o meno, ciò che i critici non sopportano del cinema italiano. E voi, cosa non sopportate? Sparo lì un esempio, magari ne aggiungerò altri nei commenti qui sotto: possibile non si riesca, nel 2009, ad avere livelli civili di audio nei dialoghi?

Scusa, cara Rai, ma perchŠ interrompere il Palio di Siena dopo aver comprato l'esclusiva?

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