Primarie Pd risultati: quanto rosica Beppe Grillo?

Beppe Grillo chiama “folli” gli oltre tre milioni di partecipanti alle primarie del centrosinistra e fa capire che il Movimento 5 stelle non indicherà nessun candidato premier. Ancora una volta con tanti saluti alla famosa democrazia diretta

Al di là dei risultati dei singoli candidati, si può indubbiamente affermare che le primarie del centrosinistra hanno fatto registrare un grande successo di partecipazione: oltre tre milioni di persone sono andate a votare, spesso affrontando lunghe file e dovendo pure sborsare due euro.

Un successo tale che pone qualche interrogativo anche sul tanto sbandierato rifiuto degli italiani nei confronti della politica, cavalcato dai demagoghi di turno e dai mass media con un po’ troppa disinvoltura.

Non a caso uno di quelli che rosica di più in queste ore è Beppe Grillo, il guru dei 5 stelle che in tutta la giornata di ieri ha lanciato strali dal suo blog contro le primarie, fino all’offesa volgare e gratuita nei confronti dei partecipanti, definiti dei “folli”. Siamo al solito al vecchio linguaggio berlusconiano, che è completamente alieno alle regole di una democrazia avanzata (ce lo vedete Obama che bolla come degli idioti i repubblicani che vanno a eleggersi il candidato presidente?). E Grillo ieri assomigliava come non mai a Berlusconi, chiuso nel bunker del suo blog – come il Cavaliere lo era nei set allestiti dalle tv di sua proprietà per i messaggi registrati – a lanciare anatemi sulle primarie del centrosinistra senza accettare lo straccio di un confronto o di una domanda di un giornalista.

Ma poi, a parte la rabbia, c’è qualcosa di più nel messaggio di Grillo, che merita attenzione. Scrive il comico: “La buffonata odierna, promossa dalla grancassa mediatica equamente distribuita e senza eccezione alcuna, non eleggerà alcun candidato premier. Il presidente della Repubblica può nominare chi crede“. Le cose, come sa chiunque conosca l’abc della politica, non stanno esattamente così – il capo dello Stato nomina il premier sulla base delle indicazioni che riceve dai gruppi parlamentari – ma è interessante questa presa di posizione di Grillo. Non vorrà forse dirci che il M5S non presenterà nessun candidato per Palazzo Chigi, visto che è inutile?

Aspettiamo ulteriori delucidazioni dal guru a cinque stelle, ma certo quella della scelta del candidato alla presidenza del Consiglio appare un passaggio molto complicato per il comico leader. Perché da un lato significa affidare a qualcuno diverso da lui un potere molto forte (e abbiamo visto quanto Grillo sia refrattario a condividere il comando) e dall’altro lato c’è il serio rischio di perdere molti consensi: il candidato premier, alle politiche, può fare da traino e raccogliere voti al di là dei confini delle liste che lo sostengono, il solito emerito sconosciuto catapultato nell’agone politico da Casaleggio e socio potrebbe invece vanificare i sogni di exploit. Molto meglio dire che non serve individuare un candidato alla guida del governo, ancora una volta alla faccia della democrazia diretta.

LINK UTILI:

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Scritto da Style24.it Unit
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