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Pippa Middleton, Jennifer Lopez e il culo che fa la storia

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Avviso ai naviganti: in questo post si parla di chiappe e tette, cioè di argomenti altamente culturali. E non è uno scherzo: proprio l’altro giorno spiegavo ai miei studenti come anche i canoni dell’attrattiva sessuale  – e in particolare della bellezza femminile, che in quasi tutte le società gode di maggiore considerazione di quella maschile – siano influenzati dalla cultura dominante e di conseguenza risultino estremamente variabili da società a società.

Nella società tradizionale e contadina, in Italia fino e oltre l’inizio del Novecento, la figura femminile considerata l’archetipo della bellezza era molto diversa da quella in voga oggi: mentre noi amiamo le donne esili e snelle, i nostri nonni e bisnonni apprezzavano invece le forme abbondanti, i fianchi larghi, la donna di sana e robusta costituzione adatta a mettere al mondo tanti marmocchi.

Nell’Antica Roma stravedevano per le braccia delle “puellae”, mentre noi consideriamo provocanti soprattutto le gambe, che nel corso del secolo scorso sono diventate un vero simbolo della seduzione. Già alla fine degli anni 30 si  cantava “Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le gambe, ma le gambe a me piacciono di più”. E con l’invenzione della minigonna negli anni 60 e la sua definitiva consacrazione nel 68 le gambe lunghe e affusolate divennero definitivamente un elemento fisso dell’immaginario erotico di massa.

Negli opulenti anni 80 invece irrompono le maggiorate, donne dai seni enormi che cominciano a popolare le fantasie maschili, probabilmente scoperte – come modelli di seduzione ed erotismo – dal regista americano Russ Meyer con i suoi film strampalati e continuamente vessati dalla censura. In Italia le pin-up invadono il piccolo schermo, soprattutto grazie alla televisione commerciale di Silvio Berlusconi, e ben presto divengono un simbolo di quegli anni, come per esempio le famose ragazze fast food del Drive In, che tante polemiche hanno provocato e continuano a provocare. Insomma, le tette diventano il tratto più caratterizzante e seducente delle donne.

Oggi, nel nuovo millennio, sembra che le cose stiano ancora cambiando e pare che a livello di cultura di massa e di canoni estetici condivisi abbia fatto una prepotente irruzione il sedere, che nella stampa e in tv spesso si preferisce chiamare con l’espressione pudica e politicamente corretta di “lato b”. Anche in questa tendenza forse, almeno in Italia, si può individuare un precursore, il regista di film erotici Tinto Brass, un vero cultore del fondoschiena femminile.

Simbolo e al tempo stesso prova di questo cambiamento è la sorella della futura regina d’Inghilterra, Philippa Middleton, una ragazza dall’aspetto ordinario notata dai media di tutto il mondo (e di rimando da milioni di spettatori) per  il suo eccellente posteriore. Ma in questo senso la vera apripista di tale tendenza è stata sicuramente Jennifer Lopez, che negli anni 2000 è diventata celebre in tutto il pianeta per il suo sedere, considerato unanimemente il più bello del mondo.

Del resto anche in Italia possiamo individuare segni di questa “rivoluzione cul-turale”: dalla rivolta della giuria di Miss Italia del 2007 contro la censura televisiva sul lato b delle concorrenti alla strabiliante ascesa nel mondo dello spettacolo di Belen Rodriguez, fattasi notare almeno inizialmente soprattutto per il suo fondoschiena da applausi. E pure la politica nostrana sembra adeguarsi: recentemente il responsabile della comunicazione del Pdl, Giancarlo Mazzuca, pare fosse alle prese con la compilazione di una classifica dei culi più belli tra le parlamentari, che sarebbe poi dovuta finire sulle pagine del settimanale Panorama. Alessandra Mussolini, collocata al quinto posto, ha subito stoppato l’iniziativa.

Insomma, la tendenza sembra confermata e solida. A questo punto sarebbe curioso domandarsi il perché di questo nuovo cambiamento nei canoni dell’attrattiva sessuale; insomma perché ci siamo tutti innamorati del sedere femminile spodestando il primato delle tette? Forse, almeno inconsciamente, perché il fondoschiena appare meno taroccabile dall’onnipresente chirurgia estetica, e i media (e i maschi) sono alla ricerca nelle donne di qualcosa che sembra sempre più raro e difficile da trovare: la bellezza naturale senza trucchi.

Ma probabilmente il sedere risponde meglio delle tette anche alle aspirazioni meritocratiche della società contemporanea. Si sa, il volume del seno è modificabile solo con il bisturi e le fortunate che possono esibire una quarta o una quinta naturale non possono vantare alcun merito se non quello della buona sorte. Il culo invece, sebbene ovviamente anche in questo caso la natura possa aiutare tantissimo, va mantenuto, curato e può essere sensibilmente migliorato e plasmato dalla dieta e dall’esercizio fisico. Insomma, chi ha un bel posteriore in genere se l’è dovuto anche un po’ sudare.

(In alto Pippa Middleton, a destra Mara Carfagna fotografata da Chi: di sicuro al primo posto nella classifica di Mazzuca. Fonte: Teledicoio).

Scritto da Style24.it Unit

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