Nonna Annarella, il rimedio naturale contro la nausea da berlusconismo

In questi giorni è facile cedere alla rabbia o alla depressione, o a entrambe. Il Paese sta vivendo dei giorni drammatici, con l’umiliazione sistematica delle istituzioni per salvare un uomo ormai impresentabile, ingiustificabile e inguardabile. Il voto di martedì della Camera dei deputati, ridotta ormai a pied-à-terredel sultano, è stato solo l’ultimo affronto allo stato di diritto e alla decenza, con una maggioranza di venduti e mascalzoni che avvalla una menzogna lampante – la circostanza che Berlusconi fosse convinto della parentela di Ruby con Mubarak – per tentare di interrompere il processo.

Di fronte a questo sfascio, a questo sfregio cinico e continuo alla legalità e alla dignità del Paese, niente sembra succedere. Qualcuno va nelle piazze a protestare e manifestare la sua indignazione, ma in fondo tutto prosegue come se nulla fosse. E in televisione, nei sempre più indigeribili talk show, vanno in scena i soliti dibattiti dove tutte le tesi sono presentate sullo stesso piano, dove bisogna ripetere “presunto” ogni dieci secondi altrimenti magari telefona il direttore generale e fa chiudere tutto, dove appena ti azzardi a far notare che i dati di fatto smentiscono la difesa di Berlusconi (Emilio Fede conobbe Ruby minorenne a un concorso di bellezza e sapeva bene da quale famiglia provenisse) ti azzanna qualche mastino pagato dal sultano per interrompere e fare casino.

E così di fronte ai soliti e pochi noti che hanno ancora la forza, in televisione, di scaraventarsi contro tutto questo schifo, ma che sono ascoltati solo da una parte del Paese e alla casalinga di Voghera non fanno neppure il solletico; di fronte alla gran massa dei terzisti che borbottano dall’altro dei loro pulpiti qualche prudentissima parola di biasimo manco fossimo in Germania e lo scandalo riguardasse una tesi di dottorato scopiazzata; di fronte ai soliti camerieri, ogni giorno più impresentabili, che ringhiano nella sempre più allucinata difesa del padrone; ebbene di fronte a tutto questo a chi non viene voglia di staccare la spina, di lanciare tv e computer dalla finestra e scappare in Papuasia?

In momenti come questi, di profondo sconforto e disgusto, per fortuna esiste una medicina, un vero toccasana: si chiama Nonna Annarella, è un’anziana signora romana, e come ci racconta Eleonora Bianchini sta spopolando sul web e diventando il nuovo vessillo dell’opposizione di piazza a Berlusconi (vedi video sopra). Perché col suo romanesco, la sua vera e vibrante indignazione e l’insulto liberatorio ci ricorda che oltre i “ma anche” veltroniani, i pretenziosi editoriali di Repubblica, le narrazioni colte di Vendola, i tatticismi di D’Alema, il sarcasmo autoreferenziale di Travaglio, il populismo onanista di Grillo, i distinguo di Mieli e le riabilitazioni di Violante, c’è anche un sano, forte, vero sentimento popolare di opposizione al berlusconismo. E allora viene un po’ meno voglia di partire.

Scritto da Style24.it Unit
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