No, un titolo a questo post non lo metto: devi leggerlo

Vorrei accendere l'iPod, caricare una canzone triste e scrivervi un post strappralacrime. Ma non ho voglia: l'iPod è lontano. Avevo pensato anche ad un video da caricare su Youtube nel quale parlarvi apertamente, così da potervi guardare negli occhi. Poi mi sono reso conto che io non sarei riuscito a vedervi, mentre voi sì ('mmazza che mente), quindi sono passato oltre. Meglio scrivere, meglio fare quello che faccio tutti i giorni.

Tele dico io ha preso vita nell'ottobre del 2005. Quanto tempo è passato. Magari qualcuno tra voi mi segue da allora. Due anni sono tanti. Un post al giorno per due anni: a pensarci mi vengono i brividi.

Nella vita, troppo spesso, ci stanchiamo della routine. Succede a tutti, è successo anche a me in tanti ambiti diversi (donne, motori, computer, amicizie, trasmissioni televisive, hobby, letture, lavoro). Non c'è nulla da fare, il desiderio e l'attesa sono spesso molto meglio del semplice possesso (ecco, qui magari escludiamo le donne). E così, ormai vicini alla fine del 2007, è giunta l'ora di guardarsi indietro. Giusto per vedere l'effetto che fa. Fa paura.

Questi due anni sono stati intensi, belli, importanti, ricchi di soddisfazioni. Delusioni? Poche. Almeno per quanto riguarda la Rete. Già, sono felice di essere nato negli anni settanta, mi sto godendo la più grande rivoluzione degli ultimi tempi, quella alla quale state partecipando anche voi che in questo momento avete gli occhi su questo post. E' proprio qui la rivoluzione. No, non su Tele dico io, ma in questo mondo virtuale.

Se mi chiedessero a cosa non potrei rinunciare saprei cosa rispondere. O signùr, il post ha preso una cattiva strada, sembra un addio ma voleva essere altro.

Oggi, teoricamente, dovrebbe essere l'ultimo giorno di lavoro prima di Natale (magari per voi, io sarò qui tutti i santi giorni), quindi vorrei approfittare del momento per parlarvi personalmente, utilizzando il blog nella sua forma primordiale, quella del diario online.

Prima che vi gettiate a capofitto su panettoni e cotechini, prima che la Rete inizi a sonnecchiare fino all'epifania, vorrei ringraziarvi. Non sono auguri di Natale, non sono auguri di buon 2008, è solo una semplice e amichevole stretta di mano. Oppure una pacca sulla spalla. Insomma un gesto amichevole per dirti "Ehi, grazie. E' un piacere incontrarti qui ogni giorno". Non ti conosco di persona, eppure ti conosco.

Io non mi sono stancato di questa routine quotidiana chiamata blog, ho ancora voglia di scrivere e di confrontarmi quotidianamente, di pensare all'argomento del giorno mentre vado a lavoro in moto, di guardare la tv pensando al post del giorno dopo, di capire il mondo attraverso una pagina html. Siete tanti, migliaia ogni giorno. Alcuni di voi leggono e commentano, quindi ho avuto modo di conoscerli e apprezzarli, altri leggono e poi mi scrivono una mail. Altri leggono e basta. 

Ecco, questo post è per tutti. Senza distinzioni. Per gli auguri c'è tempo, non vorrei che dovessero per forza coincidere con i ringraziamenti. Per questo ho anticipato il post.

Perchè gli auguri "istituzionali" sono una cosa. Questo post è tutt'altro.

Ecco, adesso ho finito. Chiudo il "guscio" del portatile, vado a letto e mi rendo conto di non aver scritto tutto ciò che avrei voluto dirvi. Ma ormai è tardi, la testa è già a domani. Tanto so che avete "sentito". Non, rifaccio. Spero abbiate "sentito".

Scritto da Style24.it Unit
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