No Tav o sì Tav ma alla fine perdono informazione e democrazia

Ieri i telegiornali ci hanno raccontato degli scontri in Valsusa tra il movimento che si batte contro l’alta velocità e le forze dell’ordine, spedite in massa dal Viminale per consentire l’apertura del cantiere che consentirà all’Italia di non perdere i finanziamenti europei per la Torino – Lione.

Nel leggere la rassegna stampa di oggi colpisce la demonizzazione dei manifestanti, ai limiti del razzismo, di alcuni giornali (in particolare quelli vicini al centro-destra).

Il Giornale parla senza mezzi termini di “teppisti”, Libero titola: “Contro la Tav la guerra dei cavernicoli” e il Resto del Carlino rincara parlando di “età della pietra”, con una foto in prima pagina di un ragazzo che solleva un masso.

In democrazia funziona che la maggioranza decide e chi non è d’accordo si adegua, certo. Ma in una democrazia matura ed evoluta i diritti delle minoranze sono tenuti in massimo conto, e quando una  minoranza soffre e si sente oggetto di decisioni ingiuste si attivano tutti gli strumenti possibili per venire incontro a quel disagio e a quella sofferenza.

Invece quelli del movimento No Tav sono stati trattati, fin dal primo giorno, come dei cavernicoli antimoderni, degli stupidi oppositori del progresso, degli egoisti che antepongono qualche interesse locale a quello nazionale, degli agitatori e teppisti dell’universo dei centri sociali e così via di pregiudizio in pregiudizio. In realtà sono uomini, donne e famiglie di quella comunità che lottano per difendere l’integrità del loro territorio, molto semplicemente. Forse, invece che trattarli da idioti e violenti, sarebbe stato il caso di tentare di coinvolgerli nelle scelte e di trovare soluzioni condivise.

Tra l’altro, siamo sicuri che la maggioranza degli italiani sia favorevole alla Torino-Lione? Certo, il governo centrale e regionale (guidato dal leghista Cota) hanno avvallato l’opera, ma concretamente cosa sa l’opinione pubblica nazionale di questi lavori e delle diverse posizioni che si fronteggiano? Perché fino ad ora l’informazione in tv e sui giornali si è quasi esclusivamente limitata a raccontare degli scontri tra manifestanti e polizia, ma pochi hanno tentato di spiegare quali sono le ragioni del sì e del no. Il risultato è una desolante mancanza d’informazione che si traduce, come sempre accade, in un sistema democratico opaco e di pessima qualità.

(Fonte foto: montagna.tv).

Scritto da Style24.it Unit
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