Nichi Vendola: sì a Servizio pubblico e no a Porta a porta

Nichi Vendola annuncia su Facebook di avere declinato un invito di Bruno Vespa per partecipare a Porta a porta. Finalmente un politico della sinistra che capisce la lezione di Grillo: apparire ovunque non paga, bisogna selezionare

Scrive così sulla sua pagina Facebook Nichi Vendola, candidato alle primarie del centrosinistra di domenica prossima: “Andare ospite a Porta a Porta? No. Ognuno ha il diritto di scegliere i luoghi dove esprimere le proprie opinioni.

Sono stato invitato ma a me non piace quel luogo: è diventato il quarto grado di giudizio, il luogo in cui si discuteva dei processi, come se fosse una Cassazione. Non mi piace l’idea del ceto politico che si raduna lì, che se la canta e se la balla. Non ci andrei nemmeno da Premier, non è obbligatorio che uno vada lì a presentare il contratto con gli italiani. Per me significa anche questo cambiare pagina.

A parte la presa di posizione politicamente condivisibile, che quasi da sola mi indurrebbe seriamente a pensare di votare per il governatore pugliese alle primarie di domenica, verrebbe da dire: finalmente qualcuno che comincia a capire, anche a sinistra, i meccanismi della comunicazione televisiva. Quelli che, per inciso, quel furbone di Beppe Grillo sa sfruttare così bene, riuscendo a far parlare di sé ovunque senza di fatto apparire mai.

Perché la propria immagine va curata e protetta dalla sovraesposizione mediatica, perché essere presenti dovunque non paga, anzi bisogna selezionare attentamente – soprattutto quando si tratta di televisione – gli spazi in cui apparire. Per anni i politici di sinistra si sono affannati a occupare qualsiasi angolo televisivo venisse loro offerto, completamente a prescindere da una qualche valutazione sull’autorevolezza della trasmissione, sulla correttezza delle regole e del conduttore, sugli effetti possibili sul pubblico e sul proprio elettorato

Per fare un esempio e tornare a Porta a porta, il talk di Vespa – ormai in caduta libera di ascolti – viene vissuto dall’elettore medio del centrosinistra (e non solo da lui) come il club della casta e il salotto della chiacchiera politica fine a se stessa, dove si finge di polemizzare un po’ ma alla fine ci si trova tutti insieme e appassionatamente per discettare amabilmente di qualsiasi argomento con il maggiordomo preferito degli onorevoli.

Uno come Vendola, che vuole rappresentare qualcosa di diverso e alternativo, a sedersi su quei divani ci perderebbe comunque, sarebbe un invito ad essere identificato con D’Alema e il suo risotto o Berlusconi e il suo contratto con gli italiani. Diversa la scelta di presentarsi ieri sera a Servizio pubblico da Santoro: quasi un appello finale per gli elettori di centrosinistra che potrebbe risultargli utilissimo. Insomma, basta selezionare, è così difficile da capire?

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Scritto da Style24.it Unit
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