Morto per professione: come suicidare la dignità umana pur di apparire in Tv

"Cosa saresti disposto a fare per apparire in Tv?".

Su questa provocazione si basa il nuovo programma Trash di Teo Mammucari, di cui ho forse troppo parlato nei giorni scorsi, così come una rubrica radiofonica dello Zoo di 105. (clicca sui numeri per leggere i 5 post dedicati a Mammucari ed al Trash in Tv: 1, 2, 3, 4, 5)

Torno ad occuparmene per segnalare l’esemplare vicenda di un uomo che, pur di entrare a far parte dello show business, ha letteralmente ucciso la sua dignità umana.

Lo ha fatto in un modo visibile e sconcertante. Gli ospiti di Mammucari, di certo, umiliano sé stessi in modo meno cruento.

Simbolicamente, però, il confronto mi pare simmetrico.

Ecco la storia lugubre di Chuck Lamb, che si è inventato il mestiere di "cadavere" pur di lavorare nelle fiction americane, raccontata dalla trasmissione di Radio Rai Dispenser.

Un uomo che ha bisogno di "morire" per sentirsi "vivo", riconosciuto dagli altri. Poichè lui non è in grado di riconoscersi da solo.

"Se siete determinati a dare una svolta alla vostra vita, prendete spunto dall’originale iniziativa di Chuck Lamb, un fantasioso quarantaseienne di Columbus, Ohio. Programmatore informatico alla Nationwide Insurance, marito felice e padre amorevole di sei figli, Chuck Lamb coltivava da sempre il sogno di entrare a far parte del mondo del cinema e della televisione. Ogni volta che i titoli di coda scorrevano sullo schermo, il brav’uomo fantasticava di scorgere fra questi il suo nome. Tuttavia, essendo pelato, pallido e privo di talento, era ben conscio di non avere chance di diventare il prossimo De Niro".

"All’improvviso, però, un’audace idea gli balenò in testa: visto l’abbondare di salme e corpi morti in serie come CSI e Law & Order, perché non inventarsi una professione come cadavere da set?"

"Detto, fatto. Lo scorso 5 dicembre il nostro eroe inaugura un sito di auto-promozione che, nel volgere di breve, lo porta esattamente dove ha sempre desiderato essere: sotto la luce dei riflettori".

"Basta fare un giro nella galleria fotografica per rendersi conto che Chuck ce la mette davvero tutta a morire come si deve. Impiccato ad un ventilatore, stritolato dalla saracinesca del garage, fulminato nella vasca da bagno, disarticolato in fondo alle scale, stecchito con la faccia abbandonata in una scodella di cereali".

"Per effetto del tam tam mediatico, l’avventura cominciata tra le mura domestiche (è la moglie Tonya ad occuparsi delle foto e a preparare in casa il sangue finto) è diventata un caso nazionale. Nelle prime tre settimane di vita deadbodyguy.com ha raggiunto i 300.000 contatti, attraendo l’interesse di radio ed emittenti locali. In seguito, Lamb è stato intervistato da Time, CNN, New York Times, ed è apparso nei maggiori talk show televisivi".

"Oggi, finalmente famoso da morire, la consacrazione: Chuck reciterà, non solo in qualità di cadavere, in un film low budget intitolato ‘Horrorween’, una parodia del genere horror. Ma soprattutto riceverà un premio per la categoria Self-Promotion al prestigioso Los Angeles Film Festival".

"Per ringraziare di tanto onore, Mister Lamb ha promesso agli organizzatori che morirà a comando sul tappeto rosso permettendo agli invitati di camminare sul suo corpo inerte. Speriamo che la vita non superi l’arte, e che questa volta il buon Chuck non ci lasci davvero le penne".
Vai al sito deadbodyguy.com, che in italiano vuol dire uomocorpomorto…

Scritto da Style24.it Unit
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