Mistero su Italia Uno, prima puntata (4 settembre 2011)

L’importante, nella vita, Š essere convinti. Lo sa bene Mistero, che ci gioca moltissimo. Dal momento che le persone spesso sentono solo quel che voglion sentire, Š facile che il pubblico si divida tra chi tende ad accettare certe teorie e chi invece non ne vuol sapere, bollando tutto come una grossa buffonata.

Qualche appunto sparso sulla puntata di ieri sera:

1) Il servizio su Erika, la ragazza rapita dagli alieni, non quadra.

Dice che i graffi sul corpo glieli fanno gli alieni, poi si scopre che ha due gatti in casa (pu• voler dire tutto o niente, certo, ma il dubbio resta). Dice d’avere un chip nell’orecchio, ma la radiografia non rivela nulla. Dice di potersi mettere in contatto con i marziani, affermando davanti ad un perplesso Daniele Bossari che un ‘rettiliano‘ ha dato loro appuntamento in un bosco l vicino, ma quando vanno l non si vede nessuno. Come “prova” ci sarebbe una foto che dovrebbe ritrarre un alieno (a bordo d’una, ehm, berlina), ma Š talmente sgranata e il soggetto talmente distante che Š difficile capirci qualcosa.

2) Il celebre fantasma di Azzurrina Š un classico, a Mistero ne parlano ogni anno. Stavolta fanno ascoltare delle voci dall’oltretomba, ma sembrano registrazioni in cui ognuno potrebbe sentire (o non sentire) qualsiasi cosa. Io, ad esempio, pur tendendo l’orecchio distinguo ben poco. S, sembrano parole, ma la suggestione pu• giocare un ruolo importante: si tratta d’un fenomeno chiamato mondegreen (errata percezione di un suono: qui e qui alcuni buffi esempi anglofoni).

3) La caccia ai fantasmi di Marco Berry nel carcere torinese sembrava la versione casereccia di Ghost Hunters. Gli ingredienti erano i medesimi: sensazioni soggettive non verificabili dallo spettatore, enigmatiche fluttuazioni elettromagnetiche che lo spettatore non percepisce (in pratica te devi fid…, punto), gli immancabili medium e sensitivi (che guarda caso si mettono in contatto con uno spirito che proprio in quel momento completa la sua ‘missione spirituale’, si libera dalla prigionia terrena e se ne va per sempre).

4) Svariati servizi su alieni, vampiri, fantasmi, poltergeist, complotti internazionali (con Adam Kadmon). Un sacco di nozioni buttate l, di allusioni, di richiami ad altre cose (Twilight…). L’effetto-minestrone Š sempre dietro l’angolo.

5) Curiosa la scelta di mandare in onda la Bruzzone – che ovviamente non puo’ che affrontar l’argomento Melania Rea & Parolisi – a mezzanotte. Come se in tv non avessero parlato d’omicidi e sgozzamenti ogni dannato pomeriggio negli ultimi dodici mesi, e come se la storia d’una tizia che viene rapita nel cuore della notte da oscuri uomini-serpente (vedi punto 1), trasmessa come niente fosse poco dopo le 21, fosse meno terrificante.

Scritto da Style24.it Unit
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