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Miss Italia e la stupidità delle ragazze dell'harem di Silvio

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In un arguto post della collega Valeria Sirabella, leggevo che durante l’ultima edizione di Miss Italia si è assistito – come al solito – a un profluvio di buoni sentimenti e quadretti domestici d’antan: con le concorrenti tutte in cerca di marito per mettere su famiglia, brave in cucina e amanti degli animali, innamorate dei bambini e impegnate nello studio e bla bla bla. Ma, o tempora o mores!, si è parlato anche di sesso e carriera, e tutte ovviamente a dire – la vincitrice compresa – che mai e poi mai venderebbero il loro corpo.

Sembra che ormai in Italia non si parli d’altro, e che una certa propensione al cinismo (e al maschilismo) induca molti connazionali a credere che, alla fin fine, ogni ragazza in determinate situazioni cederebbe e si offrirebbe al drago, per usare una felice espressione di Veronica Lario.

Io non credo sia così, ma voglio evitare di fare un discorso moralistico. Perché è vero che ognuno di noi, uomo o donna che sia, in certe situazione, di fronte a un grosso corrispettivo, può essere indotto a scendere a dei compromessi, a intaccare i propri principi, a vendersi il corpo e l’anima (cosa è più grave, a proposito?). Ma, appunto, in cambio di un forte e insperato guadagno.

Invece, come ha notato giustamente Michele Serra qualche giorno fa, quest’umanità che si muove intorno a Berlusconi è composta principalmente da ragazze senza arte né parte, che ogni tanto raccattano qualche busta con un po’ di soldi. Qualcuna si è comprata la macchina nuova, qualcuna ha trovato qualche particina in tv, qualcuna si è presa l’appartamento; ma insomma: restano fondamentalmente delle sfigate. Condannabili non tanto moralmente, quanto per deprimente stupidità.

(Nella foto: Miss Italia 2011).

Scritto da Style24.it Unit

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