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Milano senza alcol per i ragazzini? Sarà come vivere dentro un film americano

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La nuova ordinanza del comune di Milano dichiara guerra alle notti spericolate: niente alcolici per i minori di sedici anni e multe severe, a genitori e chi vende, in caso di trasgressione.

Giusto, sbagliato? Difficile arrivare a una risposta certa. Il fatto è che con gli adolescenti bisogna trovare, da parte dei genitori e delle istituzioni, un felice equilibrio tra divieti e libertà.

Troppe proibizioni rischiano di rovinare la vita o di spingere verso atti di ribellione estremi e pericolosi, troppe libertà possono favorire l'apatia, atteggiamenti nichilistici oppure, per contrasto, una condotta iperconformista.

Quello che è certo è che un po' di divieti servono: i ragazzi hanno bisogno di sapere che non sono soli, di potere contare su una guida, così come hanno bisogno, per crescere, di prendersi la responsabilità di violare le regole degli adulti, ogni tanto. Senza divieti non ci sarebbe possibilità di critica e di ribellione e, quindi, di crescita.

Dunque l'ordinanza del comune contro l'alcol può andare, l'importante è che non sia troppo rigida: una cosa all'italiana, che possa essere aggirata senza troppe difficoltà, andrebbe bene. Pensate che spasso per i ragazzi: sarà come vivere dentro un film americano, con i teenager alle prese con documenti falsi per farsi vendere la birra, in versione Arsenio Lupin per fregare il whisky dalla dispensa di papà o acconciati da adulti nella speranza di essere scambiati per maggiorenni dal barista. Suvvia, ci sarà da divertirsi.

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