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Mike Bongiorno come Alberto Sordi: un Italiano Medio Eccezionale. Fenomenologia del tenero guascone che Rischiava Tutto

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La gente ama Mike Bongiorno perchè è l'Italiano Medio.

Come Alberto Sordi.

Era un perfetto uomo di televisione perchè rappresentava, ricorda bene Paolo di Lautrèamont commentando Umberto Eco nel suo blog, la persona normale in modo eccezionale.

Incarnava tutti noi con i nostri difetti e qualità: più i primi che gli altri.

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Miseria e Nobiltà. E per ciò ci assomigliava.

Da Italiano Medio, esaltava le sue origini familiari importanti e glissava sui trascorsi più umili del suo casato.

Si vantava per il prestigio della famiglia materna, proprietaria di un'azienda cooptata dalla Fiat. ("Mio cugino dirigeva la Fiat inglese!").

Dell'origine paterna, citava con arguto provincialismo italiota i natali newyorkesi del genitore (L'ammericani so' forti!, avrebbe detto Sordi), avvocato famoso candidato a diventare sindaco della capitale statunitense.

E ricordava che la sua famiglia siciliana paterna contava tra i suoi antenati il Gran Scopatore che dirigeva il personale di servizio nel Palazzo di Federico II a Palermo. Pensa te che indagine certosina per trovare un avo altolocato!

Da bravo Italiano Medio, sorvolava invece sui lati che riteneva meno eroici della sua storia personale.

Raccontava con enfasi il suo passato da partigiano, ma tralasciava di essere stato incarcerato con la madre e rinchiuso nei campi di concentramento in quanto ebrei.

E non accennava mai al fatto che il suo nonno siciliano avrà avuto pure l'avo Gran Scopatore, ma era anche un poveretto partito per l'America senza arte né parte alla ricerca di fortuna.

Questa era la dimensione normale di Mike, raffigurata dal suo aspetto mite.

La sua fortuna televisiva è giustificata però da un tocco di originalità che lo rendeva diverso dall'Uomo Comune.

L'unicità di Mike era rappresentata da Rischiatutto, la trasmissione che lui amava di più.

Il telequiz andato in onda negli anni '70 rispecchiava simmetricamente lo spirito coraggioso di Bongiorno, la sua capacità di vivere, come ha ben detto Veltroni, in una continua sfida con sé stesso.

Di rischiare tutto per migliorare la sua vita.

Sarà pur stato uno normale, Mike, ma di certo non aveva il culto italico del posto fisso: nel 1980 lascia le sue sicurezze professionali per buttarsi tra le braccia di uno sconosciuto palazzinaro milanese, tal Silvio Berlusconi.

Un bel coraggio!

La boria per gli avi illustri e per le gesta atletiche, la furbizia, il surreale senso dell'umorismo erano la sua cifra semplice, familiare.

RischiaTutto esprimeva invece il suo spirito pioneristico, americano.

Un mix che ne ha fatto l'Italiano Medio più eccezionale e più amato della Tv.
Per uno strano gioco del destino, il giorno in cui è morto Mike Bongiorno è scomparso anche Sandro Lodolo, ideatore della splendida sigla di Rischiatutto che si può vedere nel filmato in alto.

Scritto da Style24.it Unit
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