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Maurizio Costanzo Show

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Dopo 25 anni di programmazione il Maurizio Costanzo Show ha chiuso i battenti: andata in onda l'ultima puntata il talk show più famoso d'Italia si consegna alla storia della televisione e alla memoria dei suoi telespettatori. È un vero evento per il piccolo mondo del piccolo schermo, scusate il gioco di parole, e chi si occupa di televisione non può davvero evitare di parlarne.

4.391 puntate, 32.800 ospiti, migliaia di ore di trasmissione: credo che a nessun italiano adulto non sia capitato, almeno una volta, di seguire una puntata del Costanzo Show. Ora, quando qualcosa finisce ciò che viene più naturale fare è tentare di stilare un bilancio, dare un giudizio complessivo che inquadri la vicenda e in qualche modo la consegni alla storia (con la "s" minuscola, visto che parliamo dell'etereo mondo della tv).

Però in questo caso provare a raccontare 25 anni di programmazione, tentare un giudizio che in qualche modo riassuma l'esperienza televisiva di Costanzo al Teatro Parioli, diventa davvero difficile. Perché il Costanzo Show in questo quarto di secolo è stato tutto è il contrario di tutto: è stato un programma di informazione giornalistica, impegnato in tante meritorie campagne civili (ricordiamo le trasmissioni contro la criminalità organizzata o le iniziative a favore di Emergency e di tante altre operazioni di solidarietà), è stato un palcoscenico di comicità e intrattenimento a volte di qualità a volte decisamente più dozzinale, è stato un luogo di ribalta per tanti cittadini comuni o per aspiranti teledivi, alcuni dei quali grazie a quel trampolino sono riusciti a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel mondo televisivo.

Pretendere di dare un giudizio definitivo sul Maurizio Costanzo Show è come pretendere di inquadrare con un'etichetta il suo ideatore e conduttore: un'impresa impossibile. Perché Costanzo, che è la sua trasmissione e viceversa, è quello delle interviste ai maghi e agli amici degli alieni, ma anche quello dell'impegno in prima persona contro la mafia, è quello del gossip, delle tele-risse, delle ospitate ai protagonisti del Grande fratello, ma è anche quello che ha sdoganato in tv omosessuali e transessuali, che ha parlato di razzismo, disabilità, violenza sulle donne, sempre spendendosi in prima persona contro qualsiasi forma di discriminazione. È quello che per primo ha cominciato a fare parlare la gente comune, in un certo senso anticipando quella che sarebbe stata la nuova tendenza della tv del duemila.

Maurizio Costanzo, e il suo alter ego televisivo rappresentato dallo show appena conclusosi, è forse più di chiunque altro la televisione: ne rappresenta, in un certo senso, tutto il meglio e tutto il peggio. Impossibile provare a catalogarlo. Chissà, magari i prossimi anni (sta per approdare in Rai) ci potranno chiarire le idee.

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