Massimo Giletti e la caccia alle streghe contro i falsi invalidi

I veri invalidi rispondono alla caccia alle streghe messa in scena da Massimo Giletti nello show L’Arena sui (presunti) finti invalidi

All’inizio del mese ho pubblicato un post molto critico su una puntata dell’Arena di Massimo Giletti, che si occupava di falsi invalidi. Il mio sfogo nasceva dall’impostazione del programma, quasi una caccia alle streghe, che invece di occuparsi del problema in generale – con statistiche, proposte legislative, condizioni di vita dei veri invalidi – si metteva a discutere di singoli casi, quelli mediaticamente più eclatanti tipo ciechi in bici o storie simili, finendo per offrire il triste spettacolo di una sorta di lapidazione pubblica.

Col rischio pure di sbagliare obiettivo, come nel caso di una ipovedente affetta da retinite pigmentosa indegnamente sbertucciata come parassita e farabutta.

La cosa più interessante scaturita dal post sono state però le testimonianze raccolte tra i commenti, testimonianze di veri invalidi che vivono sulla loro pelle non solo il grande disagio della menomazione e la fragilità del welfare italiano, ma che in questi ultimi tempi si sentono loro malgrado coinvolti nel tiro al bersaglio sugli imbroglioni scatenato dai media, con toni sensazionalistici e violenti e, come si è detto, con mira spesso difettosa. Del resto niente di nuovo sotto il sole: al giornalismo di regime del Belpaese è sempre venuto facile sparare contro i deboli (presunti finti invalidi, pensionati, giovani bamboccioni) e coprirsi entrambi gli occhi di fronte ai veri problemi (criminalità organizzata, corruzione diffusa, conflitto d’interessi, sfruttamento del lavoro).

Comunque in questo post voglio riportare alcuni di quei commenti (per leggerli per intero cliccate qua, facendo lo slalom tra le difese d’ufficio delle casalinghe innamorate del Giletti). Scrive, per esempio, con molta lucidità, Roberto: ” Posso assicurarvi che questa crociata anti “falsi invalidi” è solo l’ennesima buffonata che punta solo a fare scandalo, lo scoop, ovvero una caccia alle streghe che giustifica le nostre pensioni da fame e i nuovi tagli governativi. Immagino che non sappiate che un disabile 100%  prende 267 euro al mese e che l’Inps sta togliendo le indennità di accompagnamento anche a patologie come la sindrome di down“.

Fabio invece entra più nello specifico del caso sollevato da Giletti (l’ipovedente in bici) e racconta di avere la stessa patologia della signora messa sotto accusa: “Sono affetto da retinite pigmentosa da moltissimi anni e non avete la più pallida idea di cosa comporti questa terribile patologia. La retinite pigmentosa oltre a farci avere una visione tipo buco della serratura, la notte o in ambienti con poca luce ci rende ciechi totali. In più viviamo con lo stress sapendo che ogni giorno che passa la patologia progredisce sempre di più“.

Anche Andrea è affetto da retinite pigmentosa e precisa: “Gli esami clinici per stabilire una diagnosi di retinite sono tutti esami computerizzati, in cui il paziente non può influenzare in nessun modo il risultato“. E attacca: “Credo sia una cosa vergognosa che un presentatore usi il servizio pubblico e prenda uno stipendio milionario, tra l’altro soldi che vengono dalle tasche di tutti noi contribuenti, per massacrare una privato cittadino“.

A chi sputa sentenze senza conoscere i problemi e la grande fatica di vivere legata a certe situazioni, risponde Ornella: “Ho una maculopatia retinica con foro maculare. Non ho niente, né pensioni né agevolazioni di nessun tipo. Continuo a lavorare e non vivo perché il lavoro mi succhia tutte le energie, ma non posso fare diversamente perché ho ancora un residuo visivo in un occhio di 2/10 e non ho nessun diritto. La malattia è degenerativa e irreversibile e se mi fosse concesso un po’ di prevenzione probabilmente rallenterei i danni che il ‘sistema’ mi obbliga ad avere ed accelera la mia cecità“.

(In alto: Giletti; fonte: infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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